sabato 5 agosto 2017

Il Conegliano Valdobbiadene si prepara alla vendemmia 2017



Fervono le attività tra i filari dell'area Conegliano Valdobbiadene DOCG, dove si lavora instancabilmente per le ultime operazioni viticole utili a garantire le migliori condizioni per il completamento della maturazione delle uve e quindi per prepararsi alla vendemmia, che al momento si prevede inizi la prima settimana di settembre, leggermente in anticipo rispetto allo storico della Denominazione.
Proprio per le caratteristiche del territorio, contraddistinto da pendii molto ripidi e da saliscendi difficilmente accessibili ai macchinari, il lavoro dei vignaioli è molto più intenso e il tempo trascorso nei vigneti molto più lungo, rispetto allo stesso lavoro in zone pianeggianti. La stessa vendemmia, chiamata per questo "eroica", rappresenta il momento di massima ingegnosità dei viticoltori del territorio. 





Andamento climatico nella Denominazione 


Dopo un inverno e un inizio di primavera piuttosto secchi l'andamento pluviometrico si è riportato nella media delle ultime annate grazie alle piogge di fine aprile e inizio maggio. La relativa siccità invernale è stata quindi compensata a primavera, riportando i millimetri di pioggia caduti nella media storica. Marginali i danni per il gelo sulle colline e solo due ristrette aree sono state interessate dalla grandine. A questo proposito il Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è intervenuto chiedendo agli organismi pubblici competenti la relativa mappatura affinché sia riconosciuta la riduzione della resa delle uve per ettaro nelle aree che hanno subito danni.

"Fuori dalla media invece il caldo estivo, che però, grazie alle precipitazioni verificatesi anche durante il mese di luglio, sta garantendo un regolare avanzamento della maturazione delle uve" - dichiara Leone Braggio, consulente dell'ufficio tecnico-vinicolo del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG - "Decisamente favorevole è stato poi il periodo a cavallo della fioritura, con una pressione sanitaria nettamente inferiore a quella dell'anno scorso, cosa che ha consentito ai viticoltori di prendersi cura delle viti con maggiore tranquillità".

I prossimi focus con i viticoltori
 
Decisivi per i viticoltori i due incontri, indetti dalla Commissione tecnica del Consorzio per il 28 e 29 agosto, rispettivamente a San Pietro di Feletto e a Valdobbiadene, che hanno come obiettivo fornire i risultati delle curve di maturazione e dell'assaggio delle uve così da determinare esattamente la data migliore per iniziare la vendemmia nelle diverse aree. Al momento si prevede di inaugurare la raccolta verso la fine della prima settimana di settembre per la zona est e nella seconda metà del mese per la zona ovest della Denominazione.
Prospettive
 
"E' stato un anno impegnativo in vigna, contiamo a breve di raccogliere i frutti di tutto questo lavoro, oggi i grappoli si presentano nella loro condizione ottimale per questo periodo" - conferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG - "La resa complessiva della Denominazione è stimata al momento in linea con il 2016 e anche l'andamento dei prezzi delle uve mostra una situazione stabile. Siamo fiduciosi di riuscire anche quest'anno a soddisfare la domanda degli amanti del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore qualitativamente e quantitativamente.






Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è l'ente privato, nato nel 1962, che garantisce e controlla il rispetto del disciplinare di produzione del Prosecco Superiore DOCG. Lo spumante prodotto sulle colline tra Conegliano e Valdobbiadene (TV) ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1969 e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 2009. Il territorio di produzione comprende 15 comuni: Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Miane, Vidor e Valdobbiadene. Il Consorzio, attualmente presieduto da Innocente Nardi (nella foto), ha sede in località Solighetto a Pieve di Soligo, raggruppa 178 case spumantistiche e tutte le categorie di produttori (viticoltori, vinificatori e imbottigliatori). Opera principalmente in tre aree: la tutela del prodotto, la sua promozione e la sostenibilità della produzione, in Italia e all'estero, dove promuove la conoscenza del prodotto attraverso attività di formazione, organizzazione di manifestazioni e relazioni con la stampa.

Nicoletta Curradi

venerdì 4 agosto 2017

Consorzio Vino Chianti: viti "resistenti" alle malattie, per vini di qualità e più sostenibili

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Viti resistenti, capaci di difendersi dalle malattie, grazie al loro dna migliorato che mantiene però tutte le caratteristiche di aroma, profumo e gusto dei propri “genitori” merlot, chardonnay, cabernet-sauvignon e anche sangiovese, la discendenza “forte” di quest’ultimo è in via di sperimentazione in Toscana dove però il nuovo vitigno è ancora in attesa di autorizzazione.

Se ne è parlato durante il seminario di aggiornamento organizzato dal Consorzio Vino Chianti alle Cantine Leonardo a Vinci (Firenze), durante il quale si è tenuta una degustazione dei vini perlopiù friulani derivanti dalle viti resistenti, guidata dal presidente della sezione toscana dell'Associazione Enologi Enotecnici, Ivan Giorgio Tarzariol che commenta: “Si tratta di vini interessanti dal punto di vista qualitativo, dal gusto pulito, che rimanda alla loro origine. Attendiamo ora di vedere se le stesse caratteristiche varranno per i vini prodotti in Toscana”.


Le viti resistenti sono il risultato di un lavoro che è iniziato nel 1998 in collaborazione dell’Università di Udine, dell’Istituto di Genomica Applicata con Vivai Cooperativi Rauscedo. Il programma di miglioramento genetico ha portato a una nuova serie di vitigni ibridi, che hanno una maggiore resistenza a malattie crittogamiche come peronospora e oidio e permettono una coltivazione più sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico: con l’utilizzo dei vitigni resistenti si risparmia in prodotti fitosanitari, è stato calcolato che ne servono circa l’80% in meno per un risparmio di mille euro circa per anno/per ettaro. 




Il viticoltore può coltivare solo se il vitigno è autorizzato e le autorizzazioni alla coltivazione sono arrivate per il momento solo in Veneto e in Friuli.  Il Consorzio Vino Chianti chiede alla Regione Toscana di inserire la vite resistente tra le piante coltivabili per dare il via alla produzione in campo: “Il Consorzio è aperto all'innovazione, alla ricerca e alla sperimentazione – spiega il direttore del Consorzio Vino Chianti Marco Alessandro Bani – in queste tre parole rientra anche l'esperienza del vitigno resistente alle malattie che va provato in pieno campo, solo così avremo risposte certe sulla idoneità della produzione. Per fare questo serve l'autorizzazione che hanno dato Veneto e Friuli”.

Bani spiega che questa sperimentazione dimostra di avere molti vantaggi, “vengono utilizzati per questi vitigni meno prodotti di quanti ne servono nella viticoltura biologica” e tiene a precisare il direttore del Consorzio: “Qui si parla di incroci di vitigni, “ibridi interspecifici”, per la precisione, niente a che vedere con gli ogm”.

Nicoletta Curradi

lunedì 20 febbraio 2012

Toscana del vino leader nel mondo



Si sono appena concluse con successo le due giornate di Buy Wine, dedicate alla promozione del vino. Vediamo quali sono i programmi di Toscana Pronozione, che ha organizzato la 2° edizione dell'evento.

Nel 2012 Toscana Promozione investirà 1,6 milioni di euro per promuovere il vino toscano nel mondo per un totale di 24 iniziative in programma. Un’attività di promozione economica che si basa su un progetto pluriennale di internazionalizzazione con un duplice obiettivo: favorire il consolidamento delle produzioni toscane sui mercati tradizionali e la penetrazione commerciale nei Paesi emergenti; rafforzare la reputazione del brand Toscana nel settore vitivinicolo.


I dati relativi ai primi nove mesi del 2011 parlano di un +13,5% nell’esportazioni di vini toscani di qualità. Una crescita che, salvo rare eccezioni, riguarda tutti i mercati mondiali. Per consolidare i risultati ottenuti negli ultimi due anni e spingere ancor di più l’export regionale in questo settore, Toscana Promozione ha messo a punto, per il 2012, un intenso piano di promozione internazionale che interesserà tanto i mercati storici (Germania; Regno Unito; Stati Uniti e Canada) quanto quelli emergenti (Cina e Hong Kong, Russia, Brasile, Corea del Sud).
Sono 24 le iniziative in programma tra eventi integrati di presentazione dell’eccellenza delle produzioni vitivinicole a trade ed opinion makers; azioni promozionali sui mercati esteri ed iniziative commerciali correlate alle attività dei soggetti economici del territorio; partecipazione alle principali fiere internazionali e ad eventi promossi dal “Sistema Italia”; sostegno all’attività commerciale dell’Enoteca Yishang in Cina e alla creazione di piattaforme commerciali (anche con modalità e-commerce) nei Paesi emergenti.
Primo appuntamento in programma il Buy Wine, workshop internazionale che si terrà alla Stazione Leopolda di Firenze dal 16 al 17 febbraio e che vedrà la partecipazione di 200 buyer provenienti da tutto il mondo e 179 produttori toscani. Un evento creato nel 2009 da Toscana Promozione e che quest’anno è collegato alle principali anteprime che si svolgono sul territorio.
Durante l’anno il vino toscano sarà presente, tra le tante iniziative, anche alla Prowein di Düsseldorf (4-6 marzo); al Vinitaly di Verona (25-28 marzo) e all’edizione asiatica della Vinexpo (Hong Kong 29-31 maggio).


Toscana Promoziono e la Toscana del Vino uniti per fare della toscana un player di primo piano sui mercati internazionali. L’Agenzia regionale, assieme ai Consorzi di Tutela, durante il 2012, lavorerà alla creazione di una strategia coordinata volta alla costruzione e al rafforzamento di un’identità competitiva unica del territorio “Toscana” utile all’affermazione della leadership regionale nel mondo. Una strategia che punta a promuovere in modo coerente il positioning del vino toscano come prodotto distintivo e “aspirazionale” e che mira al coinvolgimento e alla fidelizzazione dei decision maker e degli opinion leader nazionali e internazionali del settore.
Per ottenere questi risultati Toscana Promozione sosterrà selezionati progetti di “marketing territoriale” di eccellenza con l’obiettivo di dar vita ad un grande evento “diffuso” di valorizzazione della Toscana del vino; creerà un calendario unico annuale delle manifestazioni di rilievo regionale; darà vita ad azioni di comunicazione mirate alla valorizzazione della Toscana come terra del vino; coinvolgerà giornalisti, buyer e sommelier di tutto il mondo. L’Agenzia, inoltre, lavorerà alla creazione di un sito dedicato e ad una campagna di comunicazione online. Durante l’anno saranno raccolte, infine, proposte di pacchetti turistici dedicati al vino.

Nicoletta Curradi

lunedì 31 ottobre 2011

Fattoria S.Appiano e Ferrari 458 Spider, un binomio di successo!




Per una volta insieme due delle più rappresentative eccellenze d’Italia, da anni ambasciatrici del miglior made in Italy in tutto il mondo: la nuova Ferrari 458 spider accompagnata da un calice di Chianti.

Il rosso più famoso d’Italia sarà rappresentato dalla gamma enologica della Fattoria Sant’Appiano, perla vinicola della zona del Chianti fiorentino. Il rosso e la rossa si incontreranno alla concessionaria Samocar di Prato, dove dal 2 al 5 novembre sarà presentata l’ultima arrivata di casa Ferrari, la 458 spider. La Fattoria Sant’Appiano brinderà all’evento con un banco di degustazione dei suoi vini dedicato a tutti gli appassionati di motori che faranno visita alla nuova Ferrari.

Il pubblico avrà anche l’occasione di scoprire la nuova etichetta del Monteloro, il “Gran Cru” della Fattoria che proprio in questa occasione uscirà per la prima volta con una rinnovata veste grafica. L’etichetta si inserisce in un più ampio progetto di re-styling delle immagini che contraddistinguono le bottiglie di Sant’Appiano. Attraverso una trittico del tutto particolare le nuove etichette dell’azienda uniscono l’eleganza a un’originalità capace di distinguersi con disinvoltura dalla moltitudine di immagini che da ormai diversi anni caratterizza il mondo del vino.

La presenza di Sant’Appiano a Prato nei prossimi giorni non è casuale. Proprio nella sua cantina è stata ospitata lo scorso 18 aprile il nuovo modello della Ferrari 599 nel corso della giornata “Rosso & Rossa” che ha visto arrivare in Fattoria decine di Ferrari e Maserati. In quell’occasione fu proprio il Monteloro ad avere le luci della ribalta insieme alle “rosse” in una degustazione verticale delle annate 2000; 2001; 2002; 2003;2004; 2005, guidata dall’avv. Paolo Baracchino, grande conoscitore ed esperto di vino, membro del Gran Jury Europeen.

La Fattoria Sant’Appiano continua così una liaison con il mondo dei migliori motori italiani ispirata dalla passione dei suoi proprietari non solo per le quattro ruote, ma anche per quella perfetta sintesi tra potenza e de eleganza tipica di una grande macchina, marchio di fabbrica di un grande vino.



Per info:
Fattoria Sant’Appiano
indirizzo: Strada di Sant'Appiano, 11,50021 Barberino Val d'Elsa FI
Tel. +39 055 8075541 - Fax +39 055 8066242 - info@santappiano.it
www.santappiano.it


Nicoletta Curradi

lunedì 24 ottobre 2011

E' uscito il Codice Denominazione origini dei Vini 2011

E finalmente disponibile per tutti i wine makers, ma sopratutto per le aziende vitivinicole la nona edizione del volume “Codice denominazioni di origine dei vini” edizione 2011, pubblicato dall’Unione Italiana Vini.

Un testo unico nel suo genere, costituto di 1920 pagine, insostituibile strumento per chi vuole addentrarsi nei meandri delle complesse disposizioni che regolano le norme produttive delle DOC e IGT.

Il volume raccoglie tutte le disposizioni comunitarie e nazionali sulle denominazioni di origine dei vini e i disciplinari di produzione dei vini Docg, Doc e Igt

Sono passati tre anni dalla precedente edizione del Codice denominazioni d'origine dei vini l'Unione Italiana Vini e il nuovo volume comprendente anche il testo dei regg. Ue n. 1234/07, 607/09 e il D.Lgs n. 61 dell’8 aprile 2010 e i relativi decreti applicativi, unitamente alla vigente normativa comunitaria e nazionale in materia, comprese anche le circolari inedite, per consentire una più completa informazione.

Il mondo delle denominazioni di origine dei vini costituisce la punta di diamante del settore ed è in continua crescita quantitativa come testimoniano i dati produttivi degli ultimi anni che hanno raggiunto i 15 milioni di ettolitri annui per le DOP e sfiorano la stessa cifra anche per le IGP con una percentuale complessiva superiore al 60% sull’intera produzione italiana.
In totale abbiamo oltre 500 disciplinari, suddivisi tra denominazioni di origine controllate e garantite, denominazioni di origine controllate e indicazioni geografiche tipiche.

Il volume riporta tutti i disciplinari di produzione dei vini Doc e Docg con le più recenti modifiche, unitamente ad una sintesi aggiornata dei dati statistici (superficie vigneti, produzione di uva e di vino ecc.) ed è completato con
 i testi di tutti i disciplinari di produzione dei vini a indicazione geografica tipica con gli ultimi aggiornamenti.
Novità di questa edizione sono le statistiche produttive dei vini IGT che descrivono questo importante comparto con dati statistici completi, spesso poco conosciuti dagli operatori professionali
Il Codice denominazioni di origine dei vini, a cura di Giuseppe Caldano e Antonio Rossi, è il risultato di uno sforzo editoriale compiuto dall'Unione Italiana Vini. E' composto di 5 capitoli, di cui i primi tre sono dedicati ai disciplinari di produzione (vini Docg, Doc e Igt).
La normativa comunitaria per i vini DOP e IGP è riportata nel quarto capitolo. I testi del decreto legislativo n. 61 e delle disposizioni di attuazione, insieme alle disposizioni nazionali in vigore, sono raggruppati nel quinto capitolo.
Il Codice denominazioni di origine dei vini è in vendita al prezzo di euro 130,00 (Iva inclusa) e può essere richiesto all'Unione Italiana Vini, via San Vittore al Teatro n. 3 - 20123 Milano - Telefono 02/72222848 - Fax 02/866226 – Email:  abbonamenti@corrierevinicolo.com

Le etichette di Nittardi in mostra a Firenze e Roma

Arte, vino e creazione: tutte le etichette e le carte seta d’autore delle 29 annate del Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” in mostra per una bottiglia che diventa opera d’arte a Firenze e a Roma.

La Fattoria Nittardi, tenuta vitivinicola situata nel cuore del Chianti Classico che fu di proprietà di Michelangelo Buonarroti, presenta in anteprima assoluta a Firenze la sua XXIX etichetta artistica.
L’annata 2009 del Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” è stata dipinta da Pierre Alechinsky, grande artista di fama internazionale ed esponente di spicco del famoso gruppo Co.Br.A.

Firenze sarà la prima città in Italia ad accogliere, con ingresso libero alla Galleria del Palazzo Coveri, la collezione completa delle etichette e delle carte seta, che ogni anno impreziosiscono un limitato numero di bottiglie di Chianti Classico “Casanuova di Nittardi”, rendendole un ambito oggetto da collezione.

Confermando il loro forte legame con la Toscana, Peter Femfert e Stefania Canali, proprietari dal 1981 della Fattoria Nittardi, hanno scelto Firenze per celebrare la XXIX Etichetta Artistica di Pierre Alechinsky e per far conoscere al grande pubblico la loro preziosa collezione, che consta di 58 opere firmate dai più grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea, tra cui A.R. Penck, Yoko Ono, Corneille, Mitoraj, Emilio Tadini, Arroyo, Giuliano Ghelli, Valerio Adami, Mimmo Paladino, Tomi Ungerer, Friedensreich Hundertwasser e, per l’annata 2008, il Premio Nobel per la Letteratura Günter Grass.

A ospitare questa esclusiva iniziativa sarà la Galleria del Palazzo di Palazzo Coveri da mercoledì 19 ottobre a venerdì 28 ottobre 2011.
La mostra, dopo aver lasciato la città di Firenze, sarà esposta anche a Roma, dal 17 novembre al 26 novembre 2011, nella Galleria Edieuropa all’interno dello storico Palazzetto Cenci.

Il sodalizio della Fattoria Nittardi con l’eclettico artista Pierre Alechinsky riconferma il profondo legame che unisce Nittardi con il mondo dell’arte, legame che si può scoprire subito, non appena giunti alla tenuta, situata nel cuore storico della Toscana tra Firenze e Siena. Qui, tra 12 ettari di vigneti, 4 ettari di uliveti e 120 ettari di bosco, si trova un pregevole Giardino delle Sculture in cui sono ospitate molte opere di artisti internazionali, tra cui Miguel Berrocal, Horst Antes, Victor Roman, Raymond Waydelich, Friedensreich Hundertwasser. Un sentiero artistico emozionante inserito nella natura di Nittardi, che dimostra la grande passione della proprietà nell’unire il mondo del vino a quello dell’ospitalità e della cultura.

A esaltare queste suggestive espressioni d’arte contemporanea, l’eccellenza dei vini della Fattoria Nittardi, che negli anni hanno ottenuto molti e importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Oltre al Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” e alla Riserva “Nittardi”, ottenuti principalmente da uve Sangiovese, la Fattoria Nittardi, estesasi all’inizio degli anni 2000 anche in Maremma, produce il prestigioso “Nectar Dei” ”, vino principe dell’azienda, e il giovane cuvée di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Sangiovese “Ad Astra”, entrambi IGT Maremma Toscana.

Questi vini richiamano a origini molto antiche: nel 1182 quello che oggi è conosciuto come Nittardi era una torre fortificata a Castellina in Chianti chiamata “Nectar Dei”, che nel XVI secolo divenne proprietà di Michelangelo Buonarroti. Nel 1510, mentre era a Roma per realizzare la Cappella Sistina, Michelangelo si fece inviare dal nipote Lionardo come “dono genuino al Papa Giulio II”, alcuni fiaschi del vino Nittardi che lui stesso produceva. La storia si è ripetuta mezzo millennio più tardi, quando le prime bottiglie di vino provenienti dalle vigne della nuova proprietà nella Maremma Toscana, al quale simbolicamente è stato dato il nome di “Nectar Dei”, sono state donate da Peter Femfert a Papa Benedetto XVI. Il Papa ha accettato con gioia l’omaggio, ringraziando con una lettera di suo pugno rivolta direttamente alla famiglia, che, con questo ulteriore gesto, ha dimostrato ancora una volta l’appassionata dedizione per questa tenuta dalla tradizione secolare.

Informazioni Mostra
FIRENZE
19–28 Ottobre 2011
GALLERIA DEL PALAZZO
Palazzo Coveri - Lungarno Guicciardini 19 - 50125 Firenze
Tel: 055 281044

Orario di apertura: 11:00-13:00 / 15:30-19:00

Chiuso: Lunedì e festivi
Ingresso Libero
Inaugurazione – Martedì 18 ottobre h.18:30

17-26 Novembre 2011
ROMA
GALLERIA EDIEUROPA
Palazzetto Cenci
Piazza Cenci 56 – 00186 Roma
Tel. 06 64760172
Orario di apertura: 11-19
Chiuso: Lunedì e festivi
Ingresso Libero
Inaugurazione: Mercoledì 16 novembre h.18

Nadia Fondelli


lunedì 17 ottobre 2011

Consegnate a Gilardino le 100 bottiglie di Chianti

Il Presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, ha consegnato personalmente il generoso premio offerto dal Consorzio e, per l’occasione, ricordando il primo gol di campionato, Alberto Gilardino ha ricevuto anche una targa d’argento per la sua prima rete segnata lo scorso settembre.


Alberto Gilardino ha dichiarato di apprezzare il vino Chianti e, grazie anche al suo amore per il buon vino e la buona tavola, ha affermato di essere un buon conoscitore di vini bianchi che provengono dal Trentino, dal Friuli, ecc.


Il Direttore del Consorzio, Marco Alessandro Bani, sostiene questa accoppiata ben centrata affermando: “Il Chianti, si pone in un modo del tutto trasversale ad altri prodotti in quanto è un prodotto fresco, versatile, profumato, un vino che rappresenta l’Italia nel mondo e che vuole continuare a raccontare la sua storia, la sua cultura enogastronomica anche grazie ad iniziative di questo tipo. Siamo certi che Alberto Gilardino saprà apprezzare questo omaggio”.


Non ci resta che alzare i calici e brindare alla salute di questo legame viola di nome e di fatto.

Nadia Fondelli