lunedì 30 novembre 2009

“Vignaioli & Vignerons” in Toscana a dicembre


Mille vignaioli da 20 Paesi - dalla Francia alla Georgia, passando per la Germania fino alla Romania - scambieranno tra loro idee ed esperienze, insieme ad importanti personalità del mondo della ricerca, della cultura e dell’agricoltura, per discutere di sostenibilità ambientale, sociale ed economica della vitivinicoltura, nonché di qualità della produzione enologica europea.

Sono i Vignerons d’Europe che, dal 5 al 7 dicembre, chiamati a raccolta da Slow Food, si danno appuntamento all’edizione n. 1 di “Vignaioli & Vignerons”, dieci giorni di eventi in Toscana dedicati al mondo della vite e del vino.

Dal 4 al 13 dicembre palazzi, cantine, musei e piazze di oltre 60 comuni toscani, ospiteranno incontri, convegni, laboratori, degustazioni, mostre, wine talks e mercati, che animeranno i percorsi a tema della prima manifestazione in Italia dedicata alla cultura del vino nelle sue molteplici espressioni (info: www.vigneronsdeurope.com; www.vignaiolievignerons.it).

“Capace di evocare la storia millenaria della vite e del vino, la Toscana è la sede ideale per ospitare questa manifestazione - sottolinea il presidente della Regione Toscana Claudio Martini - luogo simbolo del forte legame che unisce il territorio ai suoi prodotti, tutta la regione renderà un giusto omaggio al vino e alla sua cultura”.

“Vignerons d’Europe - spiega Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food - è figlio della straordinaria esperienza di Terra Madre. Dopo la prima edizione del 2007 a Montpellier in Francia, Slow Food sentiva l’esigenza di rilanciare con grande energia questo progetto che riteniamo molto importante per il futuro dell’enologia europea e non solo”.

Il tema centrale di Vignerons d’Europe sarà la sostenibilità della produzione vitivinicola.Complice l’attenzione rivolta ai problemi globali causati da cambiamenti climatici e inquinamento, il mondo del vino è attraversato da un dibattito a volte disorganico sul da farsi.

A Vignerons d’Europe i produttori cercheranno una strada comune per gli anni a venire e daranno vita ad una rete europea di vignaioli.

Il 5 e 6 dicembre a Montecatini Terme (Pistoia) - ospiti della città di Montecatini Terme e della Provincia di Pistoia - si svolgeranno seminari e dibattiti. Al termine, i mille vignaioli contribuiranno alla redazione del “Manifesto europeo per una vitivinicoltura sostenibile”, il documento finale la cui presentazione sarà di scena il 7 dicembre a Firenze nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Sempre a Firenze, in Piazza della Santissima Annunziata, il 7 dicembre, dalle 14.00 fino alle 20.30, i vini dei produttori di Vignerons d’Europe saranno in vendita e in degustazione in un mercato del vino europeo autentico e unico.

Vignerons d’Europe fa parte del ricco calendario di appuntamenti dedicati alla cultura del vino a 360° di “Vignaioli & Vignerons”, l’evento promosso da Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Arsia e Slow Food, offerti al pubblico in location e luoghi esclusivi, tappe di un viaggio che, per dieci giorni, toccherà tutta la Toscana, alla scoperta dei suoi tesori e dei suoi segreti enologici.

Nella manifestazione, i vignaioli e Slow Food Toscana offriranno la propria ospitalità ai vignerons e ai soci delle altre regioni italiane ed europee, con il programma Terra Ospitale, e, tutti insieme, si prepareranno a celebrare il “Terra Madre Day”, la giornata mondiale promossa per il ventesimo anniversario di Slow Food, con centinaia di eventi in tutto il mondo (www.terramadre.org).

Il barbaresco protagonista all’Enoteca Italiana


All’Enoteca Italiana di Siena il barbaresco in degustazione.
L’Ente Nazionale Vini lunedì 30 novembre alle 20,45 apre le porte ad una serata enologica per far scoprire i piaceri dell’eccellenza piemontese.

Le splendide sale della Fortezza Medicea di Siena ospitano i vini de Le tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy, una delle più importanti aziende del Piemonte.

L’enologo Marco Dotta racconterà i profumi e la storia di ben otto barbareschi, dal forte carattere, provenienti tutti dalla famosa tenuta storica.

Per partecipare a “Beviamolo Strano”, questo è il titolo della rassegna di vini d’autore promossa dall’Enoteca Italiana e organizzato dall’Ais Delegazione di Siena, è necessario telefonare al numero 057740334 oppure mandare una email a delegato.siena@aistoscana.it.

“Gli altri appuntamenti enologici –dichiara Leonardo Bartolommei, delegato Ais Siena  - saranno dedicati ai vitigni autoctoni meno conosciuti e si svolgeranno nell’anno nuovo ogni mercoledì, dal 13 gennaio al 10 febbraio”.

“Noi di Enoteca Italiana – conclude Salvatore De Lio manager dell’Ente Nazionale Vini - siamo ben felici di ospitare questa importante iniziativa finalizzata alla diffusione e alla valorizzazione del vino sotto ogni suo aspetto culturale e curioso”.
 

venerdì 27 novembre 2009

I vignaioli in Toscana

A Reggiolo la 1° edizione di Baratto Wine Day



Si svolgerà domenica 29 novembre all'interno della Rocca di Reggiolo (RE) la prima edizione del Baratto Wine Day.
Nata da un ‘idea di Studio Cru di Vicenza, la manifestazione si presenta come uno spazio di condivisione e di libero scambio di bottiglie di vino.
Poche e semplici le regole: ingresso con minimo 6 bottiglie da scambiare e bandito l’utilizzo di denaro. Il resto viene lasciato alla capacità contrattuale dei partecipanti, senza alcun limite, nel vero spirito del baratto.
Il Baratto Wine Day si inserisce in un programma più articolato che prevede i festeggiamenti per il compleanno dell’Acetaia San Giacomo, produttice a Novellara di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. L'appuntamento è per sabato 28, sempre presso la Rocca di Reggiolo, a partire dalle 22.00.
La domenica invece il grosso del programma: il Baratto Wine Day dalle 10.00 alle 16.00, intervallato alle 13 da un pranzo con alcuni dei produttori più interessanti della nouvelle vague del Lambrusco: Cinque Campi, Le Barbaterre, Vittorio Graziano e Storchi. Sarà un pranzo aperto al dialogo, in cui i produttori si mescoleranno agli ospiti per spiegare e illustrare, in un’atmosfera informale, i loro vini e la loro filosofia produttiva, che li sta portando alla ribalta del mondo un tempo dimenticato del Lambrusco.
A seguire, all’interno della biblioteca civica di Reggiolo, la presentazione del libro dello chef Gianni D’Amato: “Rigoletto: Sinfonie del Gusto”, edito da Gribaudo Editore. A seguire buffet in Rocca per assaggiare alcune delle creazioni del cuoco Reggiano.
Per il pranzo con i produttori, che avrà un costo di 30 €, i posti sono limitati e su prenotazione.
Per maggiori informazioni www.barattowineday.it. Per prenotare il pranzo occorre mandare una mail a info@barattowineday.it oppure telefonare al 392.9286448.

Nicoletta Curradi

mercoledì 25 novembre 2009

Tuscans do it better !


Questo è quanto emerge dalla Top 100 dei migliori vini al mondo stilata ogni anno dalla prestigiosa rivista statunitense Wine Spectator, e il portabandiera del vino italiano è un Chianti Classico: Castello di Brolio 2006 si colloca al quinto posto.

Altre 5 etichette del territorio del Gallo Nero tra i primi 35. Successi che evidenziano quanto affermato poche settimane orsono dall’altro “guru” dell’enologia modiale, Wine Advocate, che posizionava 50 Chianti Classico nell’eccellenza enologica.

La selezione, come ogni anno, è stata rigorosissima: in 12 mesi gli esperti di Wine Spectator hanno testato più di 17.000 vini da cui sono emersi i migliori 100.

Il successo del Castello di Brolio non rimane però isolato. In classifica ci sono 19 vini italiani, uno su cinque, e di questi ben 15 vengono dalla Toscana, ma è il territorio del Chianti Classico a fare la parte del leone con 3 vini tra i primi dieci.

Da segnalare anche la Riserva 2006 di Viticcio che conquista una posizione di grande prestigio nella parte alta della classifica. Un successo straordinario.

“L'indubbia soddisfazione per Barone Ricasoli è rafforzata dal raggiungimento ai vertici mondiali di qualità e apprezzamento per un Chianti Classico, obbiettivo cosi alto mai raggiunto prima, segno del costante innalzamento di qualità, unicità, eleganza di questa meravigliosa Denominazione!” afferma Francesco Ricasoli, Presidente di Barone Ricasoli.

Ma il grande apprezzamento che riscuote il Gallo Nero dalla critica di oltreoceano non è rappresentato solo da “Wine Spectator”. Nel numero di agosto infatti la prestigiosa rivista “Wine Advocate” diretta da Robert Parker ha premiato ben 50 Chianti Classico 2005 e 2006 con punteggi superiori ai 90 punti.

“Questi premi sono il giusto riconoscimento per il nostro Territorio e per i suoi Viticoltori” dice Marco Pallanti Presidente del Consorzio del Chianti Classico. “Sono oramai molti anni che stiamo producendo vini di altissima qualità con una originalità che ci deriva dalla perfetta integrazione dei nostri vitigni sulle belle pendici chiantigiane. Tutto ciò non può che riempirci di orgoglio e farci ben sperare per il futuro. Questa bella notizia arriva in chiusura di un 2009 di grandi riconoscimenti da parte della stampa di tutto il mondo, adesso aspettiamo l’auspicata ripresa del mercato che sembra oramai all’orizzonte. La crisi si può combattere soltanto con la qualità, lo abbiamo sempre detto, e tali risultati non fanno che confermare che nel Chianti Classico operano molti imprenditori capaci che ci credono, raccolgono successi, e che hanno fatto di tutto ciò un “must”.

A Francesco Ricasoli il Premio “Giò Renti”


E' stato consegnato a Siena, nel corso di una cerimonia presso la sede della Camera di Commercio, il Premio Giò Renti a Francesco Ricasoli, presidente di Barone Ricasoli.

Il premio è stato ideato dall’Associazione Enogastronomica Senese ed è intitolato a Giovanni Righi Parenti - grande studioso della cucina tradizionale toscana e considerato un “senatore” della gastronomia italiana del XX secolo – ed è arrivato alla sua terza edizione.

Dopo l’antropologo Alessandro Falassi e lo chef Tony May, l’edizione 2009 ha voluto premiare il fiorentino Francesco Ricasoli, “per il suo importante ruolo a favore della vitivinicoltura toscana e italiana, e per la capacità di valorizzare l’elevato nome e il patrimonio di valori e cultura della dinastia Ricasoli”.

Trentaduesimo barone di Brolio, Francesco Ricasoli ha rilevato l’azienda di famiglia nel 1993, riportandola al centro dell’attenzione vitivinicola nazionale e internazionale.

Ma Francesco ha fatto anche molto di più, perché ha avuto la capacità di ridare all’azienda il suo naturale ruolo di leadership nel campo dell’innovazione e della sperimentazione vitivinicola ed enologica.
A duecento anni di distanza dalla nascita di Bettino Ricasoli - il “barone di ferro” inventore della formula del Chianti Classico - i vigneti e le cantine del castello di Brolio sono dunque tornati a essere all’avanguardia in Toscana e in Italia, e i vini che vi nascono ricevono anno dopo anno i maggiori riconoscimenti dalla stampa italiana ed estera.

Il premio per altro arriva in un anno estremamente significativo per Brolio e per Francesco Ricasoli. L’azienda ha infatti quest’anno celebrato con numerose iniziative i duecento anni dalla nascita di Bettino (1809-1880), e ha anche aperto al pubblico la Collezione Ricasoli, un museo di famiglia che ripercorre i tanti secoli della dinastia.

La premiazione è stata anche occasione per parlare di turismo del vino e presso la Sala Attico della Camera di Commercio di Siena, a partire dalle ore 17.30, si è svolta una tavola rotonda che ha messo a confronto istituzioni e operatori.

Vi hanno preso parte Anna Maria Betti assessore all’agricoltura della provincia di Siena, Massimo Guasconi presidente della CCIAA, Alessandro Falassi dell’Università per Stranieri di Siena, Ettore Silvestri presidente dell’Associazione Culturale Enogastronomica Senese, Andrea Pannocchieschi presidente dell’Agriturist Siena, Francesco Ricasoli e i cugini Giovanni e Marco Ricasoli Firidolfi.

martedì 24 novembre 2009

Da domani il Vinitaly sbarca in Giappone e Corea


Sono il Giappone e la Corea del Sud le tappe conclusive del Vinitaly World Tour 2009 (www.vinitaly.com), in programma rispettivamente domani 25 a Tokyo e venerdì 27 novembre a Seoul con la 4^ edizione di Vinitaly Japan e la 1^ di Vinitaly Corea del Sud, eventi realizzati in collaborazione tra Veronafiere, Buonitalia Spa e ICE.

La tappa coreana è una novità di quest’anno a conferma del sempre maggior interesse nei confronti dell’Estremo Oriente, mercato dove le previsioni di crescita per il consumo di vino sono considerate molto promettenti nel medio-lungo periodo.
Difatti, le aspettative degli operatori italiani per questi due appuntamenti sono alte e la lista dei partecipanti vede oltre una cinquantina di aziende tra le più importanti e attive all’estero, insieme alle collettive dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino della Sicilia, dell’Uvive-Unione Consorzi Vini Veneti Doc, del Consorzio per la tutela del Brachetto d’Acqui, del Consorzio per la tutela dell’Asti e dell’Istituto del Vino di Qualità Grandi Marchi. Presente anche Unaprol, per la presentazione di Portfoil: il salotto di qualità dell’olio extravergine di oliva italiano.

Il programma delle due tappe asiatiche prevede seminari, degustazioni e workshop commerciali dedicati ai principali importatori, distributori, ristoratori, albergatori, nonché alla stampa di settore e di life-style, high end consumer e opinion leader che si svolgeranno presso la prestigiosa location del New Otani Hotel a Tokyo e presso il Grand Hyatt Hotel a Seoul.

Un format, quello ideato da Veronafiere, Buonitalia Spa e ICE, che nella programmazione delle attività 2010 si arricchirà con la realizzazione di educational tour nei luoghi di produzione delle nostre eccellenze alimentari e vinicole.
Gli educational, rivolti agli operatori del settore con particolare riguardo alla categoria dei sommelier, serviranno a far conoscere più approfonditamente le caratteristiche delle produzioni a denominazione made in Italy strettamente legate al loro territorio di origine. (si fa presente per inciso che il format che prevede gli educational, pur in linea generale approvato, non risulta essere stato precedentemente condiviso).

Il Giappone è senza dubbio il mercato più stabile per quanto riguarda le importazioni di vino in Asia. Qui si consuma il 30% di tutto il vino bevuto in Asia, ma ben il 60% del vino d’importazione.

La liberalizzazione della concessione delle licenze per la vendita al dettaglio di alcolici, istituita nel 2006, ha recentemente favorito ed incentivato l’apertura di numerosi negozi che commercializzano vino, dando nuovo impulso al settore in un mercato importante caratterizzato per alcuni anni da una scarsa dinamicità.

Dopo un periodo di relativa stabilità, il recente rapporto condotto da IWSR (International Wine and Spirit Record) prevede che il consumo di vino aumenterà del 7% per arrivare a un volume di 335 milioni di bottiglie entro il 2011. Anche per i vini spumanti le previsioni parlano di un mercato di quasi 35 milioni di bottiglie entro il 2011 (un aumento del 117% rispetto ai valori registrati nel 2002).
I coreani, come i giapponesi, sono molto attenti alla qualità. I vini d’importazione di alta qualità hanno infatti aiutato ad aumentare il profilo e l’appeal di questo prodotto. Dal 2003 il mercato del vino in Corea è cresciuto annualmente del 30%. Oggi è il quinto paese consumatore di vino in Asia, ma si prevede che entro i prossimi cinque anni salirà al terzo posto, alle spalle solamente di Cina e Giappone.
I consumatori coreani sono molto attenti, giovani e qualificati e lasciano ben sperare per gli anni a venire.