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lunedì 31 ottobre 2011

Fattoria S.Appiano e Ferrari 458 Spider, un binomio di successo!




Per una volta insieme due delle più rappresentative eccellenze d’Italia, da anni ambasciatrici del miglior made in Italy in tutto il mondo: la nuova Ferrari 458 spider accompagnata da un calice di Chianti.

Il rosso più famoso d’Italia sarà rappresentato dalla gamma enologica della Fattoria Sant’Appiano, perla vinicola della zona del Chianti fiorentino. Il rosso e la rossa si incontreranno alla concessionaria Samocar di Prato, dove dal 2 al 5 novembre sarà presentata l’ultima arrivata di casa Ferrari, la 458 spider. La Fattoria Sant’Appiano brinderà all’evento con un banco di degustazione dei suoi vini dedicato a tutti gli appassionati di motori che faranno visita alla nuova Ferrari.

Il pubblico avrà anche l’occasione di scoprire la nuova etichetta del Monteloro, il “Gran Cru” della Fattoria che proprio in questa occasione uscirà per la prima volta con una rinnovata veste grafica. L’etichetta si inserisce in un più ampio progetto di re-styling delle immagini che contraddistinguono le bottiglie di Sant’Appiano. Attraverso una trittico del tutto particolare le nuove etichette dell’azienda uniscono l’eleganza a un’originalità capace di distinguersi con disinvoltura dalla moltitudine di immagini che da ormai diversi anni caratterizza il mondo del vino.

La presenza di Sant’Appiano a Prato nei prossimi giorni non è casuale. Proprio nella sua cantina è stata ospitata lo scorso 18 aprile il nuovo modello della Ferrari 599 nel corso della giornata “Rosso & Rossa” che ha visto arrivare in Fattoria decine di Ferrari e Maserati. In quell’occasione fu proprio il Monteloro ad avere le luci della ribalta insieme alle “rosse” in una degustazione verticale delle annate 2000; 2001; 2002; 2003;2004; 2005, guidata dall’avv. Paolo Baracchino, grande conoscitore ed esperto di vino, membro del Gran Jury Europeen.

La Fattoria Sant’Appiano continua così una liaison con il mondo dei migliori motori italiani ispirata dalla passione dei suoi proprietari non solo per le quattro ruote, ma anche per quella perfetta sintesi tra potenza e de eleganza tipica di una grande macchina, marchio di fabbrica di un grande vino.



Per info:
Fattoria Sant’Appiano
indirizzo: Strada di Sant'Appiano, 11,50021 Barberino Val d'Elsa FI
Tel. +39 055 8075541 - Fax +39 055 8066242 - info@santappiano.it
www.santappiano.it


Nicoletta Curradi

lunedì 24 ottobre 2011

Le etichette di Nittardi in mostra a Firenze e Roma

Arte, vino e creazione: tutte le etichette e le carte seta d’autore delle 29 annate del Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” in mostra per una bottiglia che diventa opera d’arte a Firenze e a Roma.

La Fattoria Nittardi, tenuta vitivinicola situata nel cuore del Chianti Classico che fu di proprietà di Michelangelo Buonarroti, presenta in anteprima assoluta a Firenze la sua XXIX etichetta artistica.
L’annata 2009 del Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” è stata dipinta da Pierre Alechinsky, grande artista di fama internazionale ed esponente di spicco del famoso gruppo Co.Br.A.

Firenze sarà la prima città in Italia ad accogliere, con ingresso libero alla Galleria del Palazzo Coveri, la collezione completa delle etichette e delle carte seta, che ogni anno impreziosiscono un limitato numero di bottiglie di Chianti Classico “Casanuova di Nittardi”, rendendole un ambito oggetto da collezione.

Confermando il loro forte legame con la Toscana, Peter Femfert e Stefania Canali, proprietari dal 1981 della Fattoria Nittardi, hanno scelto Firenze per celebrare la XXIX Etichetta Artistica di Pierre Alechinsky e per far conoscere al grande pubblico la loro preziosa collezione, che consta di 58 opere firmate dai più grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea, tra cui A.R. Penck, Yoko Ono, Corneille, Mitoraj, Emilio Tadini, Arroyo, Giuliano Ghelli, Valerio Adami, Mimmo Paladino, Tomi Ungerer, Friedensreich Hundertwasser e, per l’annata 2008, il Premio Nobel per la Letteratura Günter Grass.

A ospitare questa esclusiva iniziativa sarà la Galleria del Palazzo di Palazzo Coveri da mercoledì 19 ottobre a venerdì 28 ottobre 2011.
La mostra, dopo aver lasciato la città di Firenze, sarà esposta anche a Roma, dal 17 novembre al 26 novembre 2011, nella Galleria Edieuropa all’interno dello storico Palazzetto Cenci.

Il sodalizio della Fattoria Nittardi con l’eclettico artista Pierre Alechinsky riconferma il profondo legame che unisce Nittardi con il mondo dell’arte, legame che si può scoprire subito, non appena giunti alla tenuta, situata nel cuore storico della Toscana tra Firenze e Siena. Qui, tra 12 ettari di vigneti, 4 ettari di uliveti e 120 ettari di bosco, si trova un pregevole Giardino delle Sculture in cui sono ospitate molte opere di artisti internazionali, tra cui Miguel Berrocal, Horst Antes, Victor Roman, Raymond Waydelich, Friedensreich Hundertwasser. Un sentiero artistico emozionante inserito nella natura di Nittardi, che dimostra la grande passione della proprietà nell’unire il mondo del vino a quello dell’ospitalità e della cultura.

A esaltare queste suggestive espressioni d’arte contemporanea, l’eccellenza dei vini della Fattoria Nittardi, che negli anni hanno ottenuto molti e importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Oltre al Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” e alla Riserva “Nittardi”, ottenuti principalmente da uve Sangiovese, la Fattoria Nittardi, estesasi all’inizio degli anni 2000 anche in Maremma, produce il prestigioso “Nectar Dei” ”, vino principe dell’azienda, e il giovane cuvée di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Sangiovese “Ad Astra”, entrambi IGT Maremma Toscana.

Questi vini richiamano a origini molto antiche: nel 1182 quello che oggi è conosciuto come Nittardi era una torre fortificata a Castellina in Chianti chiamata “Nectar Dei”, che nel XVI secolo divenne proprietà di Michelangelo Buonarroti. Nel 1510, mentre era a Roma per realizzare la Cappella Sistina, Michelangelo si fece inviare dal nipote Lionardo come “dono genuino al Papa Giulio II”, alcuni fiaschi del vino Nittardi che lui stesso produceva. La storia si è ripetuta mezzo millennio più tardi, quando le prime bottiglie di vino provenienti dalle vigne della nuova proprietà nella Maremma Toscana, al quale simbolicamente è stato dato il nome di “Nectar Dei”, sono state donate da Peter Femfert a Papa Benedetto XVI. Il Papa ha accettato con gioia l’omaggio, ringraziando con una lettera di suo pugno rivolta direttamente alla famiglia, che, con questo ulteriore gesto, ha dimostrato ancora una volta l’appassionata dedizione per questa tenuta dalla tradizione secolare.

Informazioni Mostra
FIRENZE
19–28 Ottobre 2011
GALLERIA DEL PALAZZO
Palazzo Coveri - Lungarno Guicciardini 19 - 50125 Firenze
Tel: 055 281044

Orario di apertura: 11:00-13:00 / 15:30-19:00

Chiuso: Lunedì e festivi
Ingresso Libero
Inaugurazione – Martedì 18 ottobre h.18:30

17-26 Novembre 2011
ROMA
GALLERIA EDIEUROPA
Palazzetto Cenci
Piazza Cenci 56 – 00186 Roma
Tel. 06 64760172
Orario di apertura: 11-19
Chiuso: Lunedì e festivi
Ingresso Libero
Inaugurazione: Mercoledì 16 novembre h.18

Nadia Fondelli


lunedì 17 ottobre 2011

Consegnate a Gilardino le 100 bottiglie di Chianti

Il Presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, ha consegnato personalmente il generoso premio offerto dal Consorzio e, per l’occasione, ricordando il primo gol di campionato, Alberto Gilardino ha ricevuto anche una targa d’argento per la sua prima rete segnata lo scorso settembre.


Alberto Gilardino ha dichiarato di apprezzare il vino Chianti e, grazie anche al suo amore per il buon vino e la buona tavola, ha affermato di essere un buon conoscitore di vini bianchi che provengono dal Trentino, dal Friuli, ecc.


Il Direttore del Consorzio, Marco Alessandro Bani, sostiene questa accoppiata ben centrata affermando: “Il Chianti, si pone in un modo del tutto trasversale ad altri prodotti in quanto è un prodotto fresco, versatile, profumato, un vino che rappresenta l’Italia nel mondo e che vuole continuare a raccontare la sua storia, la sua cultura enogastronomica anche grazie ad iniziative di questo tipo. Siamo certi che Alberto Gilardino saprà apprezzare questo omaggio”.


Non ci resta che alzare i calici e brindare alla salute di questo legame viola di nome e di fatto.

Nadia Fondelli

Al via a Firenze e Siena "La settimana del Chianti geografico"


Pochi giorni ancora all'inizio di “La Settimana del Geografico”, sette giorni di appuntamenti pensati per omaggiare al meglio i 50 anni di attività.
In queste date vari eventi, come aperitivi in lounge bar, iniziative in teatri e cinema, promozioni nei migliori ristoranti animeranno le due città per far conoscere ad un pubblico sempre più vasto e variegato i vini del Geografico.
Novità assoluta per cinquant'anni di storia il restyling dell'immagine che ha visto come protagonista il cambio di nome - da “Agricoltori del Chianti Geografico” a “Geografico” - e la riprogettazione del logo e delle etichette, rinnovate nella grafica e nei colori. Tutto questo a dimostrazione di un'azienda al passo con i tempi e legata alla tipicità ed alle territorialità, in rispetto, soprattutto, delle 5 Docg rappresentate.
Il Geografico, infatti, racchiude le denominazioni più importanti della Toscana – Chianti Classico, Chianti Colli Senesi, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Morellino di Scansano e Vernaccia di San Gimignano– grazie alla presenza di 170 soci attivi sul territorio vinicolo toscano.
Tra i consorziati anche noti produttori di eccellenze gastronomiche come il fagiolo zolfino, il cecino rosa, la cinta senese e la chianina, disponibili al punto vendita a Gaiole.
A marchio Geografico, di grande pregio ed apprezzato dalle migliori guide, l'olio extravergine di oliva Dop, fiore all'occhiello dell'azienda.


LA SETTIMANA DEL GEOGRAFICO 21-28 OTTOBRE 2011
 Sette giorni di eventi e serate per festeggiare insieme mezzo secolo di storia

 APERITIVO COL GEOGRAFICO

Da venerdì 21 a venerdì 28 ottobre
NEI LOCALI ADERENTI
Nei ristoranti selezionati di Siena e Firenze un bicchiere di benvenuto
con i vini del Geografico precederà pranzo e cena.
Elenco locali sul sito
www.chiantigeografico.it

Mercoledì 26 e giovedì 27 ottobre
NEI LOCALI ADERENTI
Etichette del Geografico a prezzo promozionale
in locali e librerie fra i più in voga di Firenze
Cuculia (Via de' Serragli 3/r)
Negroni (Via dei Renai 17/r)
Oibò (Via de' Benci 53/r)
Kitsch (Viale Gramsci 5/r)
Sweet Wine Bar (Via di Ripoli 8-10/r)


VINO, MUSICA E TEATRO

Venerdì 21 ottobre
TEATRO DEL SALE
Via de' Macci 111/r, Firenze
Ore 19.30
Vino e teatro si incontrano:
al Teatro del Sale una cena dai sapori toscani sarà
accompagnata da una selezione di etichette del Geografico.
Seguirà spettacolo.

Venerdì 21, sabato 22, domenica 23 e giovedì 27 ottobre
TEPIDARIUM DEL ROSTER
Giardino dell’Orticoltura, Via Vittorio Emanuele 4, Firenze
dalle ore 19.30
Nella graziosa cornice dell'ottocentesca serra del Tepidarium
una serie di serate che abbinano musica e spettacoli ai vini del Geografico
proposti a un prezzo promozionale e accompagnati da un goloso buffet

Venerdì 21 ottobre
INVITO A CENA CON DELITTO

L’uomo che raddoppiava i diamanti
a
cura della Compagnia delle Seggiole
Radiogialli di Ellery Queen
Ingresso: 25 euro (comprensivo di una consumazione)

Sabato 22 ottobre
SERATA CABARET CON ALEX TAMBURINI
Ingresso gratuito

Domenica 23 ottobre
APERITANGO
In pista fra ritmi e suggestioni del Tango
Ingresso: 12 euro (comprensivo di una consumazione)

Giovedì 27 ottobre
OMAGGIO A LUCIO BATTISTI
Di Nico Serratore
Ingresso: 12 euro (comprensivo di una consumazione)

Domenica 23 ottobre
MUSICUS CONCENTUS - STARLICKER

Sala Vanni – Piazza del Carmine 14, Firenze
ore 21.15 – ingresso 15 euro posto numerato (12 euro ridotto)
degustazione gratuita

Il concerto del trio Starlicker, band di Chicago dalle sonorità post rock,
new jazz ed elettroniche, sarà preceduto da un aperitivo offerto al pubblico.
A cornice dell'evento la splendida Sala Vanni,
all'interno della Basilica di Santa Maria del Carmine



Giovedì 27 ottobre
PINOCCHIO LIVE JAZZ
Circolo Vie Nuove, Viale Giannotti 13, Firenze
ore 21.40 – ingresso con un assaggio: 10 euro
(necessaria tessera Arci-Uisp)

Il Pinocchio Live Jazz, festival di caratura nazionale,
inaugura la nuova stagione con una serata speciale:
le etichette aziendali accompagneranno le chitarre di Maurizio Brunod,
storica colonna del gruppo Enten Eller,
in una serata all'insegna del connubio vino-musica



venerdì 7 ottobre 2011

Alberto Piras è il Miglior Sommelier d'Italia ASPI 2011


Alberto Piras, classe 1986, è stato proclamato vincitore da Alessandra Spisni, sfoglina e fondatrice de “La Vecchia Scuola Bolognese”, l’unica scuola al mondo che forma sfoglini, per l’occasione madrina del concorso Sfoglino d’Oro, evento simbolo per la città di Bologna, svoltosi in concomitanza al concorso ASPI.
Questa quarta edizione del concorso ha assunto una particolare importanza grazie alla presenza del Presidente ASI, Association de la Sommellerie Internazionale, Shinya Tasaki, giunto dal Giappone a dimostrare l’importanza che il concorso ricopre, in quanto ASPI è l’unica associazione italiana ad essere riconosciuta a livello internazionale.
Su dieci candidati selezionati per la semifinale di sabato, soltanto tre finalisti hanno meritato l’accesso alla fase finale che si è svolta presso la Sala Borsa all’interno di Palazzo d’Accursio nella stupenda cornice di piazza Maggiore.
Le prove finali hanno mostrato l’abilità e la competenza che il moderno Sommelier deve avere e gestire per poter essere considerato un ambasciatore del vino e dell’ospitalità tipicamente italiane.
Piras ha così dovuto affrontare nelle varie fasi di degustazione, decantazione, abbinamento, correzione carta dei vini, servizio al tavolo, dimostrazione dialettica in lingua straniera, i validi Antonio Garofolin (secondo classificato), consulente e docente presso l’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero, e il terzo classificato Marco Grassi, Sommelier presso l’enoteca di Metro.
Gli altri finalisti che hanno meritato il podio sono stati premiati dal Presidente del Consorzio Vini Colli Bolognesi, il Conte Francesco Cavazza Isolani, dal Direttore del Consorzio Giacomo Savorini che con il prezioso supporto dell’Accademia della Muffa Nobile hanno contribuito significativamente alla perfetta riuscita della manifestazione.


Nicoletta Curradi

Il Brunello di Caparzo in degustazione a Firenze


Una degustazione prestigiosa, riservata a sole 30 aziende produttrici di Brunello di Montalcino si svolgerà il 15 ottobre in un altrettanto prestigiosa sede, quella dell’Hotel St. Regis di piazza Ognissanti a Firenze, albergo assai amato dai grandi viaggiatori d’élite che lo hanno eletto come meta fin dal Settecento.

Organizzata in collaborazione con l’AIS Toscana, la degustazione permetterà a tutti i cultori dei vini di Montalcino di degustare il top della produzione e di conoscere da vicino le aziende che anno dopo anno contribuiscono a mantenere alta la fama di questo straordinario rosso amato in tutto il mondo.

Caparzo, l’azienda di proprietà di Elisabetta Gnudi Angelini, è tra le 30 cantine selezionate, e metterà in degustazione il proprio Brunello 2006 e La Casa 2006, il celebre Brunello prodotto con uve provenienti dal vigneto omonimo che è stato il primo cru di Montalcino.

Insieme al Brunello sarà possibile degustare anche il Rosso di Montalcino 2009, il vino che recentemente è stato oggetto di un acceso dibattito all’interno del Consorzio e che ha visto prevalere la corrente dei produttori che ha voluto mantenerne inalterata la formula con sole uve Sangiovese grosso. A questo proposito Elisabetta Gnudi Angelini, che fin dall’inizio si era battuta affinché il disciplinare del Rosso di Montalcino non subisse modifiche, ha espresso tutta la propria soddisfazione per la coerenza e la coesione che ha contraddistinto la scelta dei produttori.



Nicoletta Curradi

sabato 21 maggio 2011

Il 29 maggio Cantine Aperte al Casato Prime Donne di Montalcino


La grande festa dell’enoturismo ideata da Donatella Cinelli Colombini 18 anni fa è ancora oggi un appuntamento speciale per gli amanti della bella campagna e dei grandi vini. Nella sua cantina Casato Prime Donne di Montalcino, Donatella organizzerà visite guidate e una degustazione di 9 vini fra cui il barrel tasting del futuro Brunello 2010 la migliore vendemmia del secolo che sta maturando in botte e andrà in commercio fra quattro anni. I wine lovers potranno assaggiarlo insieme al Brunello 2006 cinque stelle che ha appena ottenuto il punteggio di 92 centesimi dalla prestigiosa rivista statunitense “Wine Advocate”. Ci saranno anche le Doc Orcia e il Chianti dell’altra cantina dell’azienda, la Fattoria del Colle di Trequanda.

Un angolo gustoso con gli sfiziosi prodotti da forno “Olivia e Marino” abbinati con 3 sughi tradizionali senesi: sugo di Scottiglia montagnola, pomodorata piccante e salsa nera senese.




Per gli appassionati di trekking e soprattutto per ritornare entro i limiti dell’alcool test prima di rimettersi alla guida, è pronto un percorso di trekking nelle vigne di Brunello con punti di sosta panoramici. Lì sono installati cippi con le dediche delle vincitrici del premio Casato Prime Donne e le opere d’arte di giovani artisti. Non è l’unico capolavoro, tutto intorno c’è il paesaggio della Val d’Orcia patrimonio dell’umanità dell’Unesco, un trekking che ritempra lo spirito dopo che il Brunello ha soddisfatto il gusto!







Per informazioni

Casato Prime Donne

Loc Casato 17

53024 Montalcino (SI)

casato@cinellicolombini.it

pr@cinellicolombini.it

www.cinellicolombini.it




Per raggiungere il Casato

N 43° 05.305'

E 11° 27.885

Nicoletta Curradi

giovedì 19 maggio 2011

A Divino Tuscany le Cantine Barone Ricasoli


A Firenze freme l’attesa per il debutto di Divino Tuscany, l’evento ideato da James Suckling insieme a un ristretto numero di produttori toscani. Francesco Ricasoli ha naturalmente fatto parte degli otto grandi produttori che hanno aiutato Suckling a creare un programma che mettesse in risalto il forte legame tra Firenze e il vino e che al contempo rappresentasse un momento di assoluto prestigio in grado di richiamare appassionati e conoscitori da tutto il mondo. Ed è proprio a questi collezionisti e intenditori che Divino Tuscany si rivolge in primo luogo, con particolare attenzione a quei paesi con economie emergenti come Cina, India e Russia.

Saranno alcuni tra i palazzi più prestigiosi e significativi del centro fiorentino a ospitare le molte ed esclusive iniziative che si susseguiranno nel corso di questa quattro giorni dedicata ai vini toscani di altissima qualità e alla cultura che da sempre a Firenze e in Toscana circonda il mondo della produzione del vino.

Dal concerto di apertura del violinista Joshua Bell al Teatro della Pergola alle degustazioni presso le magnifiche sale del Four Season di Borgo Pinti, dalle cene private nelle ville e castelli dei soci fondatori tra i quali anche Brolio alla merenda cena finale presso l’azienda agricola di Sting e della moglie Trudie Styler: tutto a Divino Tuscany parla di esclusività, in un contesto unico al mondo come quello di Firenze.

A rappresentare i vini prodotti nelle cantine di Brolio sono stati selezionati Torricella, Colledilà, Casalferro e naturalmente Castello di Brolio, il vino che lo stesso Francesco Ricasoli definisce come “l’ìdentità più autentica della nostra azienda, della sua lunga storia e della sua idea di continuo perfezionamento, della natura speciale del suo territorio e di ogni suo singolo vigneto”, e i fortunati cultori di vino che parteciperanno a Divino Tuscany avranno anche il privilegio di poter degustare la fantastica vendemmia 2001 all’interno al Grand Tasting Annate Millesimate che si terrà il sabato al Four Season Hotel.




Nicoletta Curradi

martedì 15 marzo 2011

Terre di Toscana 2011 piccoli grandi vini



Terre di Toscana 2001 si è concluso con grande successodi pubblico. All’UNA Hotel di Lido di Camaiore era in vetrina il meglio dei vini della Toscana, le grandi e storiche aziende, le nuove emergenti, le piccole familiari, vini imperdibili, vini da ritrovare, vini da scoprire. E’ stato un Terre di Toscana più ampio rispetto alle precedenti edizioni, ma non troppo per non perdere i requisiti di vivibilità, convivialità ed eleganza che hanno reso questo appuntamento tanto apprezzato. Anzi, per mantenerli stavolta era a disposizione l’intero Hotel, riservato in via esclusiva. Qualche azienda in più, per soddisfare le numerose richieste, ma anche molto spazio in più!
Quindi, affluenza di pubblico superiore ad ogni più rosea previsione ed una cena con i vignaioli basata su una cucina elegante e creativa, realizzata con cibi del territorio.
Tra le aziende presenti all’appuntamento, oltre ai nomi storici, spicca.l’azienda CASAVYC, azienda gestita dalla Signora Viviana Filocamo. Vediamo di conoscere meglio questa piccola, ma prestigiosa realtà vinicola. L’azienda è situata a 9 km. da Scansano (GR), in posizione centrale, tra le terme di Saturnia, le spiagge dell’Argentario e il monte Amiata, splendidi luoghi raggiungibili in auto in meno di mezz’ora.
La proprietà è costituita da 60 ettari di terreno dei quali 5 vitati, (in seguito ci saranno altri4 ettari), 2 ettari di oliveto, e circa 25 ettari di terreni seminativi su parte dei quali è previsto l’impianto di nuove vigne e oliveti; mentre il restante terreno è costituito da boschi e macchia mediterranea.
I vigneti, piccole particelle incastonate tra un bosco e l’altro, si trovano ad un’altezza variabile tra i 400 e i 500 metri, esposizione ovest – sudovest, e un sesto di impianto di 6.250 ceppi per ettaro. Dal 2004 sono iniziati i lavori di rinnovamento delle strutture aziendali, la cantina, i locali di servizio, e gli spazi riservati alla vendita diretta. L’idea iniziale della proprietaria è sempre stata quella di produrre un vino di prestigio, che riuscisse a superare l’ambito locale e regionale per cercare un confronto a livello internazionale. Senza dover per forza piacere a tutti.
Vitigni atipici per questo territorio, ma che sembrano nati per dare il massimo proprio in queste condizioni. Syrah, Grenache, Mourvedre, Pinot nero. Vitigni di tradizione francese, ma che hanno la caratteristica di variare sensibilmente in base all’ambiente in cui crescono, dando vini “tipici” nel senso più vero del termine, ovvero portatori di caratteristiche uniche legate al territorio di produzione.
Produrre un Morellino di Scansano che si mantenesse ai livelli degli altri vini dell’azienda era una vera sfida. Un piccolo vigneto molto vecchio convertito ad una gestione mirata a limitare la produzione, stà offrendo un prodotto di rara eleganza, che meritava un invecchiamento in legno e che, dopo un anno in botti di rovere francese da 228 e 400 litri. ha dato vita al O7O7O7, un morellino di forte e originale personalità.
Naturalmente sarà accompagnato da un morellino d’annata che, grazie all’apporto di uve grenache e malbek, e all’affinamento senza uso di legno, sarà una vera sorpresa per la sua morbidezza ed eleganza.
“Piano piano poco poco” è un Sauvignon blanc di rara eleganza, prodotto in pochissime bottiglie da una piccola vigna riparata dal sole e situata tra i boschi.
Non manca poi la produzione di olio extravergine d’oliva, creato integrando il classico blend toscano di Moraiolo, Frantoio e Pendolino, ottimo, ma soggetto a precoce ossidazione, con varietà atipiche che da sempre consentono grandi risultati in altre regioni d’Italia,. Una miscela che ha già suscitato interesse negli esperti del settore che lo hanno assaggiato.

Nicoletta Curradi

lunedì 14 febbraio 2011

Donatella Cinelli Colombini onora i suoi avi con il Brunello Camicia Rossa


Brunello di Montalcino 2006 Camicia Rossa
A centocinquant’anni dall’Unità d’Italia Donatella Cinelli Colombini onora la memoria del suoi antenati con l'edizione limitata del Brunello Camicia Rossa

Per Donatella Cinelli Colombini i centocinquant’anni dall’unità d’Italia sono l’occasione per onorare gli antenati che maggiormente hanno partecipato alle lotte d’indipendenza: Angelo e Guelfo Guelfi. A loro è dedicata una piccola selezione di 1000 esemplari di un grandissimo Brunello di Montalcino 2006, vendemmia cinque stelle.
L’etichetta disegnata dal pittore Alessandro Grazi, è la camicia rossa del generale Garibaldi che sembra avvolgersi a coprire interamente la bottiglia. La scritta in verticale, con il nome del vino, è conclusa in alto da una coccarda tricolore con al centro una colomba bianca simbolo di pace e della cantina Casato Prime Donne di Montalcino in cui è stato prodotto il Brunello.
Dietro è riportata la dedica di Donatella Cinelli Colombini << La camicia rossa, vestita da Garibaldi e dai suoi soldati, è oggi indossata dal mio meraviglioso Brunello 2006 che vi invito a bere ricordando la generosità e il coraggio di chi, come i miei antenati, ha reso libera e unita l’Italia>>.
Il Brunello “Camiciarossa” è in vendita nelle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda, nel negozio “Toscanalovers” Via delle Terme 33 a Siena e tramite il sito www.cinellicolombini.it

Un cenno alla storia:
Angelo e Guelfo Guelfi
Angelo Guelfi e gli altri patrioti maremmani si trovarono davanti Giuseppe Garibaldi in modo inaspettato e improvviso alla fine dell’agosto 1849. La moglie del generale, Anita , era morta pochi giorni prima nelle paludi di Comacchio. Il generale e il capitano Leggero avevano attraversato l’Appennino a piedi braccati dall’esercito austriaco. Erano sfiniti, soli, senza mezzi né guida. Angelo Guelfi e i suoi amici patrioti toscani nascosero Garibaldi nelle loro case tenendo segreta la presenza del Generale persino ai loro familiari. Fu così che l’impresa ebbe successo e, benché la polizia granducale tenesse d’occhio i patrioti e soprattutto il Guelfi per le sue simpatie liberali, il 2 settembre, Garibaldi prese il mare a Cala Martina e qualche giorno dopo giunse sano e salvo nella terra amica di Liguria.
Angelo Guelfi aveva un figlio di 12 anni di nome Guelfo al quale, molto tempo dopo e in gran segreto, raccontò del suo incontro con Garibaldi. Il giovane ereditò il patriottismo del padre e, in occasione della seconda guerra di indipendenza, si arruolò volontario nei Cacciatori delle Alpi. Sotto il comando di Garibaldi combatté a Bezzecca. Aveva una lettera del padre diretta al Generale e Garibaldi lo ricevette immediatamente presentandolo ai figli con parole di gratitudine affettuosa.
Molto più tardi, nel 1889, Guelfo Guelfi raccontò la fuga di Garibaldi attraverso la Toscana in un opuscolo intitolato Dal molino di Cerbaia a Cala Martina, che servì a finanziare il monumento eretto per ricordare i 21 patrioti toscani che aiutarono il Generale.

Per maggiori informazioni
Alessia Bianchi
www.cinellicolombini.it
tel. 0577 662108

Nicoletta Curradi

martedì 14 dicembre 2010

La guida Metedivine anche a Firenze


A dicembre si tiene la presentazione della guida MeteDivine 2011, realizzata da Witaly Editore, ideata e curata dal giornalista e viaggiatore Luigi Cremona e Lorenza Vitali da decenni specializzati nel settore dell’ospitalità e della ristorazione. Il road show di presentazione tocca le principali città d’Italia, nelle quali sono stati selezionati, in guida, alcuni tra gli alberghi più lussuosi, che vantano una ristorazione di alta qualità.

Roma Hotel Eden mercoledì 15 dicembre ore 12.30
Milano Hotel Bulgari giovedì 16 dicembre ore 12.30
Firenze Four Seasons venerdì 17 dicembre ore 11.30
Lecce Risorgimento Resort sabato 18 dicembre ore 12.30
Paestum Savoy Beach Hotel domenica 19 dicembre ore 12.30


Oltre 100 indirizzi, che coniugano classe e prestigio e che ospitano ristoranti famosi, camere confortevoli, spesso di grandissimo livello.
Oltre 100 indirizzi soprattutto utili per poter cenare e poi dormire nello stesso luogo senza stress.
Un libro che in oltre 300 pagine racconta un’Italia unita dal buono, dal bello, dalle location, spesso indimenticabili.
Un libro fatto per sognare…magari in due!

Ogni indirizzo, sia esso Gourmet Hotel, quindi struttura in genere metropolitana e di ampia dimensione, sia Locanda del Gusto, magari più piccola e localizzata nel territorio, o cantina con foresteria o casa di campagna aperta al pubblico, viene presentato in italiano e in inglese con foto del luogo, dello chef ed accompagnato da una ricetta con esecuzione.
Alla fine del mese di gennaio sarà inoltre attivo il sito internet sia in italiano sia nella versione inglese, che offrirà aggiornamenti costanti sulle recensioni, che Lorenza e Luigi via via effettueranno nel corso dell’anno, con nuove ricette, nuove immagini e servizio per i viaggiatori gourmet e più in generale per tutti gli appassionati del bello e del confort declinato in tutte le sue forme.

Witaly Editore Largo dei Librari, 89 - Roma tel +39 347 30 23 607 - 06 833 96 748 - fax 06 622 77 027

Fabrizio Del BImbo

giovedì 2 dicembre 2010

Vin Santo toscano e Vin Santo di Gambellara a confronto



Il Vinsanto è uno dei prodotti maggiormente legati alla memoria della nostra gente, evoca l'immagine della campagna, del mondo rurale, della famiglia colonica.
Forse non tutti sanno che questo vino viene prodotto solo in tre regioni italiane: la Toscana, il Trentino e il Veneto.
Parlando prima di Toscana, non c'era famiglia che non possedesse in casa (e per lo più questa tradizione rimane ancora viva soprattutto nei centri periferici) una bottiglia di vinsanto da offrire all'ospite. E' da sempre simbolo di amicizia ed ospitalità: sempre offerto a chi fa visita. Protagonista per eccellenza di ogni ricorrenza che meritasse un brindisi. Era in uso nelle famiglie contadine riunirsi nell'ultimo giorno di carnevale e festeggiare con cenci e vinsanto. Simbolo altresì di una certa acquisita agiatezza, era tenuto in gran conto e neppure le classi meno abbienti ne rimanevano sprovvisti (sempre si offriva un bicchiere di vinsanto). Gradito anche dalle donne; per le quali si faceva un altro vino detto "vino dolce" (considerato più femminile) che era "serbato" per i periodi di gravidanza e dopo parto.

Di questo nobile vino, che gode di una gran fama, si conosce ben poco tant'è che la letteratura più o meno specifica sull'argomento non lo rammenta fino alla seconda metà del '700. Anche sul perché si chiami vinsanto non esiste una documentazione certa, ma ci sono ben otto ipotesi. Una legata al nome del Concilio di Firenze del 1439 e precisamente all'arcivescovo di Nicea - Bressarione che nell'assaggiare un calice di vino dolce a fine banchetto esclamò "Xantos" (si riferiva ad un vino simile originario di Xantos). I commensali intesero che il termine fosse stato esclamato per esaltare il vino servito. Pare che prima di tale concilio il vinsanto fosse chiamato "Vin Pretto" (puro, schietto, non mischiato). Tale termine è usato nelle nostre campagne per identificare il vino non annacquato.

Il vinsanto, comunque, ci riporta all'usanza tipica di appassire le uve come avviene per altri prodotti, ad esempio i pomodori a boccole e i fichi. Fino al '700 non si parlò di vinsanto nei trattati di vitivinicoltura, ma in Toscana si produceva già da molto tempo prima, un vino ottenuto da uve appassite: "l'occhio di pernice". Alcuni enologi sostengono l'ipotesi che proprio in Toscana esistesse una varietà di uva detta appunto occhio di pernice. Secondo D. Falchini (XVIII - Trattato di Agricoltura) l'occhio di pernice si otteneva da uve: trebbiano, moscato di Siracusa e Canaiolo. Questo vino è ampiamente argomentato per la prima volta dal Villafranchi (1773 Oneologia Toscano) per istruire sulla "Maniera di fare Vin Santo" e solo uve bianche andranno nell'uvaggio: Trebbiano e Malvasia del Chianti.

La qualità del Vinsanto dipende da molti fattori: l'uvaggio - la durata dell'appassimento dell'uva sui cannicci, - la torchiatura - le caratteristiche del vinsanto e l'annata. interessante sapere che per, ottenere dopo un periodo di tre anni, in caratello, 25 litri di vinsanto, occorre un quintale di uva fresca. Il periodo adatto per produrre il Vin Santo è quello fra Natale e l’ Epifania e servono buoni "caratelli" di legno e la "madre". Per mantenere intatto il Vin santo si spalmava il caratello con il catrame. Ecco spiegato il motivo per cui il vero Vinsanto non può costare poco. Qualità e gusto valgono bene un "piccolo sacrificio" a tutto vantaggio della salute, poiché il vinsanto è un buon digestivo.


Parlando di Veneto, il Vin Santo di Gambellara è unico al mondo perché unico al mondo, e sconosciuto finora, è il lievito che lo caratterizza. L’ha scoperto, nell’anno internazionale della biodiversità, l’Università di Verona e ha intenzione di chiamarlo Zygosaccharomyces gambellarensis, per legarlo indissolubilmente con il territorio di origine.
Questo quanto emerso dal convegno “Progetto di miglioramento dei processi di appassimento e di lavorazione delle uve e caratterizzazione del Vin Santo di Gambellara”, che si è svolto all’interno della cantina Vignato Virgilio a Gambellara.
Gli scopi di questo progetto pluriennale, iniziato nel 2004, sono stati illustrati in apertura dei lavori dal coordinatore Angiolino Maule, che della ricerca è stato anche promotore e motore: “Abbiamo recuperato 50 anni di storia in cui il Vin Santo sembrava perduto grazie a questa ricerca - ha dichiarato Maule - e abbiamo finalmente fatto un po’ di chiarezza sulle differenze che ci devono essere fra il Recioto e il Vin Santo”.
Il professor Roberto Ferrarini, del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, ha invece illustrato lo studio che è stato fatto sulle cinetiche di appassimento e sulla loro influenza sul prodotto finale, sulla presenza della muffa nobile Botrytis cinerea nelle uve, che sembra essere non determinante, e sull’identificazione di un profilo sensoriale condiviso del Vin Santo.
Alla professoressa Sandra Torriani, l'onere invece di illustrare al numeroso pubblico la scoperta di questo nuova specie di lievito e l’individuazione di 5 ceppi di lieviti autoctoni che potranno essere utilizzati come valido strumento per gestire al meglio il processo fermentativo, così importante per la qualità del Vin Santo.
“Il Consorzio proseguirà nei prossimi anni il lavoro di ricerca - ha concluso il Presidente Giuseppe Zonin – con delle microvinificazioni atte a studiare meglio e valorizzare i lieviti atutoctoni individuati dal gruppo di lavoro dell'Università di Verona”.
Il convegno, organizzato dal Consorzio Tutela Vini DOC Gambellara, è stato possibile grazie al contributo della Camera di Commercio di Vicenza , la Provincia di Vicenza, la Banca Popolare di Vicenza, la Regione Veneto e il Distretto del Vino Veneto, i Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e Montorso Vicentino.

Nicoletta Curradi

martedì 30 novembre 2010

"30 anni in 1 bicchiere", proclamato il vincitore



Proclamato il vincitore del Concorso Nazionale di Design
“30 anni in 1 bicchiere”.




E’ MATTEO CRISI, studente di Design del  Politecnico di Milano, con il progetto “MILLEQUATTROCENTOTRENTASEI”, il bicchiere ispirato alla cupola del Brunelleschi, il cui progetto sarà inserito nel catalogo IVV Industria Vetraria Valdarnese

28 Novembre 2010 – EX3 Centro per l’Arte Contemporanea, Firenze

Sabato 27 novembre, negli spazi di EX3, il nuovo Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze, CONVIVIUM FIRENZE ha celebrato, con una grande serata ad inviti, i 30 anni di attività nel settore della ospitalità gastronomica ed in tale occasione è stato proclamato il vincitore del Concorso Nazionale di Design “30 anni in 1 bicchiere”,

Il concorso ha visto quale vincitore MATTEO CRISI, studente del Politecnico di Milano con il progetto dal titolo “Millequattrocentotrentasei”. Si legge nel giudiizio espresso dalla Giuria di Qualità “Il progetto si ispira all’armonia della Cupola del Brunelleschi, di cui richiama le nervature e la perfezione architettonica. Applicate all’idea del bicchiere, diventano segni inequivocabili e fortemente identificativi”.

Soddisfazione da parte di CONVIVIUM FIRENZE, ma anche di IVV ed EX3. La partecipazione degli studenti di Design dei più importanti istituti nazionali a questa iniziativa è stata variegata e dinamica e sono i numeri a confermarlo: 80 iscrizioni, 37 progetti e 5 finalisti giunti dalle scuole e le facoltà più prestigiose d’Italia analizzati dall’eccezionale giuria di qualità. Tutti i progetti avevano in comune una notevole creatività, oltre ad una grande versatilità progettuale, nonostante i limiti tecnici previsti dal bando, posti dalle tecniche produttive della più sofisticata lavorazione del vetro. Inoltre, i progetti arrivati mandano un segnale forte mostrando dinamicità ed energia che sta circolando nelle fasce più giovani della società, rappresentando un importante auspicio per il futuro della industria vetraria di eccellenza.

“30 anni in 1 bicchiere” è un’iniziativa studiata per celebrare in modo esclusivo e stimolante i primi 30 anni di attività di CONVIVIUM FIRENZE, società fiorentina leader nel catering di eccellenza in Italia, attraverso la istituzione di un concorso dedicato a designers - iscritti e/o diplomati nelle migliori istituzioni italiane – volto alla realizzazione di 1 bicchiere che racconti ed interpreti i valori e le maestrie artigiane delle due eccellenze espresse dai partners del progetto, CONVIVIUM FIRENZE ed IVV.

In tale contesto CONVIVIUM FIRENZE, in collaborazione con IVV - Industria Vetraria Valdarnese ed EX3 Centro per l’Arte Contemporanea, ha lanciato, con successo, una speciale “sfida” per parlare dell’arte del ricevere, con uno sguardo attento alla contemporaneità ed al mondo della creatività che sempre di più accompagna il lavoro dei migliori catering.

Il concorso prevedeva due declinazioni del progetto: un bicchiere personalizzato CONVIVIUM FIRENZE, da produrre in esclusiva che sarà utilizzato nelle migliori occasioni di banqueting ed un’ altra versione, destinata al grande pubblico ed inserita all’interno del catalogo delle Collezioni IVV. Il progetto vincitore prevede la realizzazione di una prima prototipia entro la fine di dicembre 2010.

La realizzazione dell’oggetto risponde ad alcuni precisi parametri tecnici, definiti nel bando, quali il fatto che il bicchiere dovrà essere realizzato in vetro sonoro superiore bio non colorato, trasparente e formato a stampo. La creatività si esprime nella forma e/o nell’ottica o nella texture, ma anche nella scelta del nome, così da caratterizzarlo al meglio e sottolineare l’idea del “pezzo unico”.

Basilare l’uso dell’oggetto in questione, lavorando sulla multifunzionalità del bicchiere, la sua l’adattabilità a prodotti diversi (acqua , vino, bevande…) e all’attività di un catering. Uno degli input: la coerenza con la storia di IVV e CONVIVIUM FIRENZE, ovvero riflettere sulla tradizione fiorentina, (si pensi al vecchio modello del bicchiere da bar o da osteria..) ma anche agli oggetti usati nel Medioevo e legati all’attività delle Corporazioni delle Arti Minori.

L’ammissione era riservata ai designers iscritti e/o diplomati presso i seguenti istituti:
ISIA, Firenze; IED; Domus Academy; IUAV, Venezia; Politecnico, Milano; Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze,.



Ideazione ed organizzazione
Studio Neri Torrigiani
www.torrigiani.com
eventi@torrigiani.com


Nicoletta Curradi

lunedì 29 novembre 2010

Sotto l'albero... Adotta un filare della Fattoria di S.Appiano




La Fattoria Sant’Appiano regala per Natale la possibilità di produrre un proprio vino nel cuore del Chianti.


Una bottiglia di vino per Natale è un regalo sempre apprezzato. Ancora di più però se sotto l’albero non si trova semplicemente la bottiglia ma l’intero processo produttivo che l’ha generata.
Questa particolarissima idea regalo viene proposta quest’anno dalla Fattoria Sant’Appiano, una delle più antiche fattorie toscane con produzione di Chianti DOCG , che pochi mesi fa ha dato via al progetto “Adotta un filare nel Chianti”, grazie al quale l’enoappassionato può finalmente produrre un vino tutto suo a soli 100 euro.
Amici, mogli, mariti e familiari in genere , amanti della vite e del suo frutto potranno così colorare ancora più di rosso il Natale 2010 dei propri cari iscrivendoli al “Santappiano Club”, attraverso cui il socio oltre a poter godere di una particolare scontistica sui prezzi delle strutture ricettive della Fattoria, potrà partecipare alla vita “pratica”della vigna e della cantina, imparare “sul campo” l’arte di fare buon vino oltre a ricevere periodicamente newsletters sulle principali attività e notizie sull'andamento vegetativo della pianta adottata. Una volta scelto il filare da adottare, i soci verranno informati sulle tipiche attività aziendali come la potatura da gennaio a febbraio, la spollonatura a maggio, la sfemminellatura e la cimatura a giugno-luglio,il diradamento ad agosto,la vendemmia a settembre, la svinatura e la degustazione durante l'affinamento; ma anche imparare come riconoscere i vitigni, quali trattamenti usare contro i principali parassiti della vite, e alla fine ricevere quindici bottiglie di Chianti personalizzate.

Al posto del solito regalo la Fattoria Sant’Appiano propone un regalo appassionato e appassionante, per donare in un solo pacchetto tutti i tesori di uno dei territori più belli e suggestivi del mondo, le sue diverse stagioni in cui nasce e cresce l’uva, le tecniche con cui viene plasmata dall’uomo in un prodotto unico proprio perché l’etichetta non reciterà il nome di un’azienda, ma quella di chi avrete appena reso un nuovo vigneron.




Per ricevere informazioni sulle procedure di “adozione” basterà chiamare il direttore commerciale Pierfrancesco Bertini al +39.335.335073 oppure contattare l'azienda all'indirizzo e-mail : info@santappiano.it

Fattoria Sant’Appiano
Indirizzo: Strada di Sant'Appiano, 11
50021 Barberino Val d'Elsa FI
Tel. +39 055 8075541 - Fax +39 055 8066242 - info@santappiano.it
www.santappiano.it

Nicoletta Curradi

venerdì 26 novembre 2010

I 100 migliori del mondo di Wine Spectator


Attesissima e come ogni anno, puntuale ecco la classifica annuale di Wine Spectator che "sentenzia" i migliori vini del mondo per il 2011.

Sono ben 9 i vini italiani e di questi ben 7 toscani presenti nella top. Ma in realtà se si esclude il veneto Amarone anche il pinot grigio 2008 di Attems si può considerare toscano in quanto proprietà Frescobaldi.

Il Flaccianello 2007 di Fontodi (posizione 8)è unico nei primi 10, segue il Modus 2007 di Ruffino (25° posto ), il Brunello di Montalcino Terl'ralsole 2004 (31°), il veneto Amarone della Valpolicella Classico 2006 di Zenato (36°), il Chianti Classico Riserva 2007 di Viticcio (40°) e il Chianti Classico 2007 Castello d’Albola (47°), il friulano Pinot Grigio 2008 di Attems (51°), il Chianti Rufina Castello di Nipozzano Riserva 2007 di Frescobaldi (65°), e infine il Nobile di Montepulciano 2007 di Avignonesi.

giovedì 25 novembre 2010

Alla Stazione Leopolda la IX Selezione dei Vini di Toscana


Parte dal Buy Wine, l’avventura delle 960 etichette che hanno superato la IX Selezione dei Vini di Toscana, il concorso enologico basato sul metodo dell’Union International des Oenologues e organizzato, ogni due anni, dall’Agenzia Toscana Promozione in collaborazione con l’Enoteca Italiana di Siena, l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani e l’Istituto per il Commercio con l’Estero. Una prima prova, quella del workshop internazionale in programma fino a domani alla Stazione Leopolda di Firenze, che inaugura ufficialmente il tour mondiale della nuova squadra che per due anni sarà la testimonial dell’enologia toscana nel mondo.
I 960 vini usciti dalle cinque sessioni di analisi sensoriali che, dal 19 al 21 novembre, hanno visto impegnati, presso l’Hotel Garden di Siena, 77 commissari internazionali (enologi, sommelier e giornalisti) saranno utilizzati, infatti, da Toscana Promozione in iniziative pensate per sviluppare nuovi contatti con operatori di catene specializzate, buyer, importatori e rappresentati del cosiddetto canale HoReCa (Hotel, Restaurant, Café). Il tutto per spingere sempre di più l’enologia toscana sui mercati internazionali. E dopo la tappa fiorentina – che vede la presenza di oltre 50 buyer internazionali – la IX Selezione dei Vini di Toscana volerà a New York per l’Italian Wine Week e poi a Londra per un altro workshop appositamente pensato per i vini del concorso toscano.
Con il 70% dei vini promossi (960 su 1364) e 260 etichette premiate con menzione speciale (37,5% dei selezionati) per aver raggiunto o superato quota 85 punti, la nona edizione della Selezione dei Vini di Toscana conferma, una volta di più, l’eccellenza dell’enologia regionale. Eccellenza che proprio in questi mesi ha ottenuto valutazioni estremamente positive dalla Guida dell’Espresso “I vini d’Italia 2011” (41 vini segnalati di cui ben 6 con tre stelle su un totale di 14 a livello nazionale), 23 vini premiati con ‘tre bicchieri” - massima valutazione del Gambero Rosso - e 36 che si sono aggiudicati la chiocciola di Slow Wine 2011. Per non parlare della “Top 100” 2011 di Wine Spectator dove, su 19 vini italiani in classifica, 15 sono toscani, di cui due nei primi dieci: rispettivamente all’8° e 10° posto.
Ma uno dei dati più interessanti emerso dall’edizione 2010 della Selezione è forse quello geografico: ad uscire vincenti dal concorso regionale, infatti, non sono unicamente le province storiche dell’enologia toscana, Firenze e Siena, ma anche quelle che da minor tempo si sono affermate in questo campo di produzione. Province che, di edizione in edizione, partecipano alla Selezione dei Vini di Toscana con un numero sempre maggiore di aziende e di vini. La Selezione, che oggi è il primo concorso in Italia su base regionale, secondo solo a quello organizzato dal Vinitaly che, però, è su base internazionale, non è infatti un appuntamento riservato solo ai grandi produttori ma anche ai piccoli, che spesso nascondono veri e propri gioielli dell’enologia del territorio ma che non hanno la possibilità di pubblicizzare. La prova del crescente interesse da parte di tanti produttori tradizionalmente “estranei” alle grandi kermesse sta nel fatto che dalla prima edizione della Selezione, le aziende iscritte - e di conseguenza i vini presentati - si sono moltiplicate esponenzialmente, passando dalle 120 del 1989 alle 467 del 2010.
Infine, due dati che, pur non legandosi alle categorie ufficiali ammesse alla Selezione dei Vini di Toscana, fanno ben sperare per il futuro del settore vinicolo toscano in termini di qualità e competitività: il 16% delle etichette selezionate rientrano nella categoria fuori concorso dei “Vini dei Giovani”, pensata dagli organizzatori per premiare la passione e l’attenzione degli enologi e dei produttori che hanno meno di quaranta anni. Mentre oltre il 22% fanno parte di quella dei “Vini delle Donne”, a testimonianza di come negli ultimi anni la presenza femminile nel mondo del vino stia crescendo in modo esponenziale. Una vera e propria rivoluzione che ha portato una ventata di grazia e creatività in un ambiente, fino a qualche tempo fa, tutto al maschile.


Fabrizio Del Bimbo

venerdì 19 novembre 2010

Ai nastri di partenza il Florence Wine Event 2010



La quarta edizione del Florence Wine Event si svolge da oggi, venerdì 19, a domenica 21 Novembre 2010 a Palazzo Pitti, a Firenze.

La manifestazione, presentata in anteprima il 18 novembre alla Trattoria La Casalinga, avviene nel contesto di due grandi eventi fiorentini:
"FLORENS 2010" - Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali a cura di Confindustria e CNA e la BIENNALE ENOGASTRONOMICA organizzata da Confesercenti Firenze e Studio Umami.

L’organizzazione FWE 2010 è a cura del Comitato Oltrarno Promuove e Promowine con il contributo della Camera di Commercio di Firenze. E quest'anno si propone in una location di grande prestigio e fascino: Palazzo Pitti, Cortile dell'Ammannati.

Sono tre giorni di importante promozione per le aziende partecipanti, inoltre molti eventi dedicati al mondo del vino arricchiranno questa edizione. Tutto questo in una prestigiosa cornice unica al mondo che permetterà di far degustare e apprezzare i prodotti al grande pubblico che da anni partecipa numeroso al questo evento.

Ogni azienda presente propone i suoi vini più rappresentativi più olio se produttore. Per testare i vini il pubblico dovrà acquistare ai "Glass point" il Kit degustazione che comprenderà una drink card ad assaggi limitati, il calice e la brochure.

Orario di apertura:
Venerdì 19: 16.00 - 21.00
Sabato 20: 11.00 - 21.00
Domenica 21: 11.00 - 20.00

La manifestazione si svolge anche in caso di pioggia.


Per informazioni:
Sito web: www.florencewinevent.com

Fabrizio DEl Bimbo

lunedì 15 novembre 2010

Successo per l'Anteprima Chianti Rufina 2010


Grande successo ha riscosso la 4°edizione dell’Anteprima Chianti Rufina, che si è svolta nei giorni 12 e 13 novembre tra Firenze e Rufina.
Il primo giorno all’Hotel Westin Excelsior, si è tenuta la prima giornata: nel pomeriggio una degustazione di Chianti Rufina e Borgogna - 2007, poi una cena riservata alla stampa, organizzata dal Consorzio, in collaborazione con l'Associazione Italiana Sommelier della Delegazione di Firenze.
Il giorno successivo dalle ore 16.00 alle ore 19.30, Villa Poggio Reale -sede del Consorzio- aprirà le porte al pubblico del Museo della Vite e del Vino, per apprezzare il Chianti Rufina proposto dalle 23 aziende associate. Per l’occasione, il Consorzio Prosciutto Toscano D.o.p., partner di assoluta eccellenza gastronomica toscana, è stato presente con i propri prodotti offerti in degustazione.

Il Chianti Rufina, con circa 12.500 ettari, copre parte dei Comuni di Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve e Rufina. Si tratta della più piccola area del Chianti, ma rappresenta una delle più vocate e antiche zone di produzione vinicola della Toscana. I vini sono di grande complessità e singolare longevità (per alcune riserve vengono utilizzati vigneti di oltre 30 anni). Il Chianti Rufina è un vino DOCG. Al suo interno si inseriscono le DOC Pomino prodotte nella omonima frazione del comune di Rufina. Se invecchiato per almeno due anni di cui almeno sei mesi in botte e tre in bottiglia, il Chianti Rufina può fregiarsi della menzione riserva. "Alta qualità e salvaguardia del prodotto in equilibrio tra modernità e rispetto della tradizione" ha ricordato ieri sera il Presidente Giovanni Busi, che annuncia un'annata, nella maggior parte dei casi, ben equilibrata. Cinquant’anni, sposato con tre figli, è titolare di Villa Travignoli dei Conti Busi, Azienda Agricola con un’estensione a vigneto di 70 ha, a oliveto di 15 ha e il restante ad altre colture.


Fabrizio Del Bimbo

venerdì 12 novembre 2010

Torna a Firenze l'Anteprima del Chianti Rufina


E’ alle porte la quarta edizione dell’Anteprima Chianti Rufina: il secondo week-end di novembre, tra Firenze e Rufina.

Presso l’Hotel Westin Excelsior di Firenze, si svolgerà la prima giornata: venerdì 12, è infatti prevista una degustazione di Chianti Rufina e Borgogna - 2007; l’incontro strettamente riservato alla stampa, è organizzato dal Consorzio, in collaborazione con l'Associazione Italiana Sommelier della Delegazione di Firenze.

Il giorno successivo, sabato 13, presso Villa Poggio Reale - sede del Consorzio e che si trova nel Comune di Rufina, dalle ore 10.00 alle ore 16.00, si terrà la degustazione in anteprima riservata alla stampa di settore dell’annata 2009 e Riserva 2008. Mentre, nel pomeriggio, dalle ore 16.00 alle ore 19.30, la Villa aprirà le porte al pubblico, che ospita anche il Museo della Vite e del Vino, e che avrà modo di apprezzare il Chianti Rufina proposto da tutte e 23 le aziende associate al Consorzio.

Per l’occasione, il Consorzio Prosciutto Toscano D.o.p., partner di assoluta eccellenza gastronomica toscana, sarà presente con i propri prodotti che potranno essere degustati per l’intera giornata di sabato.

Questo terzo appuntamento rappresenta un'ottima occasione per approfondire la conoscenza di un piccolo ma ricco territorio come quello del Chianti Rufina: circa 12.500 ettari che coinvolgono parte dei Comuni di Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve e Rufina. Si tratta della più piccola area del Chianti ma che rappresenta una delle più vocate e antiche zone di produzione vinicola della Toscana: infatti, i vini che qui vengono prodotti sono di estrema eleganza, di grande complessità, e, caratteristica di fondamentale importanza, di singolare longevità (per alcune riserve vengono utilizzati vigneti di oltre 30 anni), e quindi idonei all’invecchiamento.

Alta qualità, cercando di salvaguardare il prodotto in un perfetto equilibrio tra modernità e rispetto totale per la tradizione e il territorio. Questo, uno dei principali obiettivi di Giovanni Busi, Presidente e produttore al contempo della Fattoria Travignoli.

giovedì 4 novembre 2010

A Tokyo il vino italiano fa sistema



Si rafforza la collaborazione fra i quattro consorzi Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Vino Nobile di Montepulciano, che a Tokyo dimostrano come il vino italiano sappia fare sistema.
C’erano proprio tutti al Mandarin Oriental Hotel di Tokyo per The Italian Wine Masters, evento che ha visto protagoniste le aziende dei consorzi di tutela Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Vino Nobile di Montepulciano. Fra gli oltre 600 ospiti che hanno affollato le sale, numerosi gli importatori, i ristoratori e i giornalisti, ma anche le istituzioni tra cui l’ambasciatore italiano a Tokyo Vincenzo Petrone. Durante la sua visita al banco d’assaggio, passeggiando tra i tavoli delle aziende espositrici, Petrone ha confermato che il vino italiano è uno dei prodotti simbolo del nostro paese ma necessita di un maggiore impegno di promozione. Per conquistare la fiducia del Giappone, infatti, sono necessari nono solo l’alta qualità del prodotto ma anche la costanza negli investimenti. Per questo i quattro consorzi hanno scelto di realizzare un piano triennale che alternerà occasioni di incontro tra le aziende e il mercato, finalizzate a individuare nuovi canali commerciali, a momenti di formazione e didattica, attraverso seminari per spiegare le peculiarità dei quattro vini italiani e le garanzie offerte dal sistema della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
In Giappone, mercato piccolo ma qualitativo, l’Italia è il secondo paese fornitore di vino dopo la Francia: per crescere il vino italiano deve erodere quote ai competitor.

Per questo, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento del prodotto, i quattro consorzi Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Vino Nobile di Montepulciano hanno scelto Tokyo come tappa per The Italian Wine Masters, progetto inaugurato negli USA a inizio anno con un duplice scopo: promuovere quattro dei più importanti vini italiani che si fregiano della Docg, ma anche creare uno spirito di squadra tra denominazioni di qualità per rafforzare l’immagine dell’enologia italiana.
Al Mandarin Oriental Hotel, The Italian Wine Masters ha visto la partecipazione di più di 80 aziende, 600 operatori del settore e giornalisti e 200 consumatori selezionati tra i “wine expert”. Il banco d’assaggio è stato preceduto dalla conferenza stampa per presentare le quattro denominazioni e illustrare il sistema dei vini di qualità in Italia. Si sono poi svolti due seminari di approfondimento, condotti da Katzuo Naito, sommelier e giornalista, cui hanno preso parte circa 200 operatori. Il tour asiatico inaugurato con successo a Tokyo prosegue per le tre denominazioni toscane, che sono approdate oggi ad Hong Kong dove si è aperta la terza edizione dell’International Wine & Spirit Faire.

Nicoletta Curradi