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lunedì 24 ottobre 2011

E' uscito il Codice Denominazione origini dei Vini 2011

E finalmente disponibile per tutti i wine makers, ma sopratutto per le aziende vitivinicole la nona edizione del volume “Codice denominazioni di origine dei vini” edizione 2011, pubblicato dall’Unione Italiana Vini.

Un testo unico nel suo genere, costituto di 1920 pagine, insostituibile strumento per chi vuole addentrarsi nei meandri delle complesse disposizioni che regolano le norme produttive delle DOC e IGT.

Il volume raccoglie tutte le disposizioni comunitarie e nazionali sulle denominazioni di origine dei vini e i disciplinari di produzione dei vini Docg, Doc e Igt

Sono passati tre anni dalla precedente edizione del Codice denominazioni d'origine dei vini l'Unione Italiana Vini e il nuovo volume comprendente anche il testo dei regg. Ue n. 1234/07, 607/09 e il D.Lgs n. 61 dell’8 aprile 2010 e i relativi decreti applicativi, unitamente alla vigente normativa comunitaria e nazionale in materia, comprese anche le circolari inedite, per consentire una più completa informazione.

Il mondo delle denominazioni di origine dei vini costituisce la punta di diamante del settore ed è in continua crescita quantitativa come testimoniano i dati produttivi degli ultimi anni che hanno raggiunto i 15 milioni di ettolitri annui per le DOP e sfiorano la stessa cifra anche per le IGP con una percentuale complessiva superiore al 60% sull’intera produzione italiana.
In totale abbiamo oltre 500 disciplinari, suddivisi tra denominazioni di origine controllate e garantite, denominazioni di origine controllate e indicazioni geografiche tipiche.

Il volume riporta tutti i disciplinari di produzione dei vini Doc e Docg con le più recenti modifiche, unitamente ad una sintesi aggiornata dei dati statistici (superficie vigneti, produzione di uva e di vino ecc.) ed è completato con
 i testi di tutti i disciplinari di produzione dei vini a indicazione geografica tipica con gli ultimi aggiornamenti.
Novità di questa edizione sono le statistiche produttive dei vini IGT che descrivono questo importante comparto con dati statistici completi, spesso poco conosciuti dagli operatori professionali
Il Codice denominazioni di origine dei vini, a cura di Giuseppe Caldano e Antonio Rossi, è il risultato di uno sforzo editoriale compiuto dall'Unione Italiana Vini. E' composto di 5 capitoli, di cui i primi tre sono dedicati ai disciplinari di produzione (vini Docg, Doc e Igt).
La normativa comunitaria per i vini DOP e IGP è riportata nel quarto capitolo. I testi del decreto legislativo n. 61 e delle disposizioni di attuazione, insieme alle disposizioni nazionali in vigore, sono raggruppati nel quinto capitolo.
Il Codice denominazioni di origine dei vini è in vendita al prezzo di euro 130,00 (Iva inclusa) e può essere richiesto all'Unione Italiana Vini, via San Vittore al Teatro n. 3 - 20123 Milano - Telefono 02/72222848 - Fax 02/866226 – Email:  abbonamenti@corrierevinicolo.com

mercoledì 12 ottobre 2011

Quando cibo e vino raccontano l'Italia migliore

Bruno Gambacorta è giornalista televisivo e autore di una delle rubriche più seguite del Tg2, quella Eat Parade che tutti i venerdì, da tredici anni, ci coinvolge con storie e tradizioni dell’enogastronomia italiana.
Nel corso della sua lunga carriera  ha raccolto migliaia di interviste, incontrato personaggi tra i più curiosi, interessanti, originali, svelato piccoli-grandi mondi, vissuto passioni. Un patrimonio di umanità e di cultura che ha condiviso ogni settimana con milioni di telespettatori.
Ma a volte i tempi televisivi limitano le possibilità di approfondimento. Ecco che per testimoniare in modo più ampio e appropriato le sue esperienze Bruno Gambacorta ha deciso di fissarle su carta e ha scritto un libro. Ripercorrendo l’intera penisola ha selezionato, faticosamente, 35 fra le tante storie scovate in questi tredici anni di ricerche per le sue trasmissioni. Ognuna delle regioni italiane è rappresentata almeno con un racconto, con una ricetta, con una scoperta.
Quindi un libro sull’Italia di oggi in cui il cibo e il vino sono il “taglio giornalistico” per dare uno spaccato della nostra società, quella a volte meno conosciuta, meno glamour e meno strillata, ma di certo non meno importante: sapremo così cosa lega i detenuti di Bollate con i coltivatori di limoni di Sorrento; la storia del Principe collezionista d’arte e gli ex-tossicodipendenti di San Patrignano e Mondo X; quella del docente esperto di formaggi siciliani, del direttore di reti televisive diventato olivicoltore.
Vedremo come cibo e vino, sempre loro, sono ciò che ragazzi appassionati e coraggiosi, con l’aiuto di Don Ciotti e di Libera stanno ricavando dalle terre del sud sequestrate alla mafia. A rischio della loro vita, per una vita migliore.
Così come fagioli e peperoni, pecorini e Aglianico sono diventati un fattore di identità, un baluardo contro l’invadenza dell’oro nero in Basilicata -che negli ultimi decenni invece della delinquenza ha avuto in sorte il petrolio.
In questo libro Bruno Gambacorta ha selezionato una raccolta di ricette -sono più di settanta- tutte d’autore, alcune semplicissime e folgoranti, altre più complesse e sontuose, per poter apprezzare al meglio i frutti della terra e l’ingegno dell’uomo che li sa trasformare.
In alcune sezioni come quella del “Saper fare” descrive un artigianato raffinatissimo come la “mozzarella perfetta” e il culatello verdiano, i salumi di pecora sardi e i risi storici del nord Italia. In altre, come la sezione “Far sapere” individua le esperienze più originali e geniali di comunicazione in campo enogastronomico: da “Cantine aperte” ai “Musei del cibo”, dal “Couscous clan” ad “Adotta una pecora”. E poi, una testimonianza sulle grandi storie corali come il salvataggio degli ulivi millenari della Puglia o la resistenza civile dei ristoratori aquilani alla morte del loro centro storico.
E per finire il libro, per dare una indicazione concreta a chi volesse saperne di più, l’autore ha composto un’appendice per conoscere i protagonisti, i luoghi e i prodotti della nostra Italia migliore, quella legata alla terra e alle tradizioni, a vite fatte di passione e di tanta fatica. E chissà che, in un periodo come quello che stiamo vivendo, tornare un po’ con i piedi per terra non possa essere un primo passo per tornare ad un futuro più sereno.

Bruno Gambacorta “Eat Parade - Alla scoperta di personaggi, storie, prodotti e ricette fuori dal comune
edito da RaiEri e Vallardi , prezzo  Euro 15,90  
In tutte le librerie 

Nadia Fondelli

giovedì 20 maggio 2010

Arriva la guida enologica della Maremma


Nel corso dell’ultimo decennio la Maremma Toscana è riuscita a compiere un salto di qualità straordinario nella produzione del vino: da terra amara ed aspra, ha saputo, grazie a pochi pionieri, scommettere sul proprio futuro, dando vita a nuove eccellenze nel panorama enologico nazionale e internazionale.

Questo libro vuole raccontare, anche attraverso le fotografie di Marco Tisi, il percorso di vita e di lavoro di 30 produttori: 30 aziende che hanno saputo vincere quella scommessa, 30 narrazioni che parlano di fatica e di passione, ripagate da un successo tanto inatteso quanto prezioso. Una guida libera e indipendente nata per far conoscere quali sono e come nascono i vini di qualità della Maremma Toscana.


Vini di Maremma. Selezione di qualità - 30 produttori e 30 vini
Lorenzo Carresi e Giuseppe Orfino [a cura di]
Ritratti fotografici di Marco Tisi
Arca edizioni 2010
€ 18,50

mercoledì 23 dicembre 2009

Un libro per Natale e non solo...Florence and Wine


Firenze è l'unica tra le grandi città d'arte a presiedere un territorio ad altissima vocazione vitivinicola.

Nelle campagne della provincia fiorentina la vite rappresenta oggi un elemento importantissimo del paesaggio e quindi dell'economia agricola; e lo è stato anche nei secoli passati, contribuendo a costruire una tradizione che segna in modo forte la storia della città, della sua campagna, e gli stessi stili di vita dei suoi abitanti e di coloro che intorno a essa gravitano.

Un volume che prende le mosse da un'analisi della diffusione della vite nelle campagne fiorentine; prosegue con un rapido excursus attraverso gli sviluppi di natura commerciale che ha avuto il vino negli ultimi secoli; descrive le odierne produzioni, le doc e docg presenti nella provincia ed elenca le aziende produttrici del territorio.

L'andamento cronologico della narrazione è intervallato e arricchito da approfondimenti sui vitigni, sulle cantine storiche delle aziende e quindi sulle antiche famiglie del vino, sugli usi e costumi quali le buchette o tabernacoli del vino.

Un libro ricco di dati, ma piacevole da leggere e da consultare, che fornisce una chiave di lettura senza dubbio particolare per la conoscenza del territorio, con una sezione interamente dedicata agli itinerari enoturistici.

Il volume è attualmente in distribuizione presso i punti informativi e le sedi Apt e nelle librerie internazionali.

L’edizione italiana del volume Florence and Wine sarà disponibile a partire dalla primavera 2010.

Testi a cura di Sandro Bosticco
Apt Firenze - Edizioni Aida (2009)
Formato 11,8x20,5
Pagine 96
Testo inglese
Euro 8,00

martedì 22 dicembre 2009

Le più antiche immagini del Chianti? Sono nel Castello di Brolio!


E' stato presentato sabato 19 dicembre presso le Cantine Barone Ricasoli di Gaiole il volume “Le più antiche immagini del Chianti. L’albero genealogico dei Ricasoli in una stampa del 1584”, curato da Francesca Marchetti e Donatella Tognaccini e pubblicato dal Centro di Studi Storici Chiantigiani.

Il libro illustra la stampa conservata presso il castello di Brolio nella quale si trova appunto raffigurato l’albero genealogico della famiglia Ricasoli fino al 1584.

Gli autori sono due incisori piuttosto famosi all’epoca: don Vito Falcini dell’abbazia di Vallombrosa, autore tra l’altro dell’incisione della celebre mappa di Firenze del cartografo Stefano Buonsignori, e don Epifanio d’Alfiano, anch’esso frate vallombrosano.

I due incisori realizzarono la stampa a partire dal disegno fatto dallo storico Scipione Ammirato, che fu incaricato di ricostruire l’albero genealogico di famiglia da Giuliano Ricasoli (1553-1590), paggio presso la corte medicea e in seguito ambasciatore del Granducato a Vienna.

La stampa presenta l’albero con i classici medaglioni con all’interno riportati i nomi dei vari rappresentanti della famiglia Ricasoli a partire dal fondatore Geremia, ma l’interesse del disegno sta soprattutto nella raffigurazione delle 42 località comprese tra Chianti e Valdarno che si trovano alla base dell’albero, e sulle quali si concentra l’attenzione delle due ricercatrici.

Si tratta infatti della prima rappresentazione di località toscane ancora oggi esistenti, e che erano a vario titolo collegate alla famiglia Ricasoli.

L’interesse dello studio dunque è tutto di indole iconografica, e Francesca Marchetti e Donatella Tognaccini hanno messo a confronto le rappresentazioni presenti sulla stampa con quelle che dei medesimi luoghi è possibile rintracciare nelle Mappe dei Capitani di Parte Guelfa, realizzate tra il 1580 e il 1595 al fine di ripartire le spese di manutenzione delle strade pubbliche.

Nella stampa Ricasoli i luoghi sono rappresentati in funzione dell’importanza che essi rivestivano per il casato, e alcuni di questi come Brolio, Meleto e Cacchiano appaiono proprio per questo delineati in maniera più particolareggiata di altri. Il castello di Brolio per esempio stupisce per la fedeltà con la quale sono realizzati i potenti bastioni quattrocenteschi a difesa del maniero; gli stessi bastioni che ancora oggi possiamo ammirare.

Le Mappe dei Capitani di Parte Guelfa invece rispondevano a esigenze più prosaiche, e nascevano da schizzi presi sul luogo e rielaborati in seguito, e a volte a distanza di anni. Chiese, case e palazzi vi assumono dunque una forma stereotipata, a parte rare eccezioni.

Nonostante le finalità fossero così diverse, è tuttavia possibile rintracciare similitudini tra la stampa Ricasoli e le Mappe dei Capitani di Parte Guelfa nelle rappresentazioni di alcune località, come nei casi del castello di Vertine e della Badia a Coltibuono.

L’interesse e il fascino del volume sta tutto in questi confronti, ai quali è stata poi aggiunta la fotografia dei luoghi così come appaiono oggi, a distanza di quasi 500 anni.

Il libro si conclude con due appendici che hanno rispettivamente per soggetto due grandi personaggi: Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci.

Quest’ultimo nel 1502 circa realizzò la famosa carta “Toscana e Umbria” con prospettiva a volo d’uccello nella quale sono evidenziati in maniera particolare i fiumi e i corsi d’acqua. Leonardo infatti stava studiando un progetto idrico per regimentare le acque in modo da migliorare l’irrigazione delle terre.

In questa carta si trovano citati anche luoghi come Brolio, Cacchiano, Vertine, San Polo, Gaiole, San Leolino e Radda, tutti presenti nella stampa Ricasoli. Tuttavia, vista l’estensione del territorio compreso nella mappa, è chiaro che le località segnalate risultano assai schematizzate e non certo utili a fornirne una vera e propria rappresentazione.

Assai curiosa invece è l’appendice dedicata a Galileo, peraltro imparentato alla lontana con i Ricasoli grazie al suo antenato Lodovico che aveva sposato Niccolosa Ricasoli.
Il giovane Galileo era amico di Giovanbattista dei Ricasoli di Cacchiano, morto pazzo nel 1590.
La sorella ne impugnò il testamento e nei processi che ne seguirono Galileo venne citato come testimone e quindi interrogato per capire quando fossero comparsi i primi segni di squilibrio mentale in Giovanbattista.
Proprio nel corso di queste testimonianze emerse un episodio accaduto alla villa della Torricella, presso Nebbiano, che vide Galileo vittima di uno scherzo di Giovanbattista che rischiò di finire in tragedia per il grande scienziato. L’episodio è assai gustoso e riporta alla luce un momento inedito della vita privata di Galileo che strappa un sorriso divertito.
Ma la presenza dei Ricasoli nella vita di Galileo non si limitò agli anni giovanili e agli scherzi un po’ azzaardati, perché proprio Orazio (nipote proprio di quel Giuliano Ricasoli che ordinò la realizzazione dell’albero genealogico di famiglia) fu - secondo quando scrive Luigi Passerini nella sua “Genealogia e storia della famiglia Ricasoli” del 1861 – “uno dei pochi fedeli amici che consolarono gli ultimi giorni del vecchio sublime nel suo ritiro di Arcetri”.
 
Francesca Marchetti – Donatella Tognaccini
“Le più antiche immagini del Chianti.
L’albero genealogico dei Ricasoli in una stampa del 1584”
 

giovedì 3 dicembre 2009

Ecco l'Atlante degli spumanti d'Italia


Dopo più di un anno e mezzo di lavoro, esce sul mercato editoriale l'Atlante degli Spumanti d'Italia - Metodo Classico.

Si tratta di un'opera importante e completa (2 volumi indivisibili: "Metodo Classico di Territorio" e "Metodo Classico di Vitigno' per un totale di 656 pagine in prestigioso cofanetto) che riteniamo possa contribuire a fornire chiarezza e un'ulteriore promozione al movimento produttivo delle bollicine italiane.

Un lavoro di grande pregio, in conformità agli alti standard qualitativi delle pubblicazioni della nostra casa editrice.

Il lettore potrà scoprire in quest'opera le migliori aziende produttrici di Spumante Metodo Classico - interpretate da Andrea Zanfi con la sua solita metodologia originale - e attingere altresì le informazioni complete sulla produzione degli Spumanti, sui territori, sui vitigni utilizzati, sulle fasi della vinificazione, le caratteristiche dei vini selezionati, la degustazione e molto altro...
Hanno collaborato per i testi inseriti all'interno del doppio volume, il prof. Attilio
Scienza dell'Università di Milano, la Ager s.c. Agricoltura e Ricerca, Giampietro
Comolli del "Forum degli Spumanti d'Italia", gli enologi Stefano Capelli e Mattia Vezzola.

Un libro da leggere, da consultare, da tenere in biblioteca, ma anche semplicemente da sfogliare e da gustare con gli occhi - grazie anche alle centinaia di splendide fotografie inedite di Giò Martorana.
Un nuovo ed importante tassello che consente a tutti i lettori, siano essi semplici appassionati o professionisti del mondo del vino, di avere una fotografia dettagliata del movimento spumantistico italiano e dei suoi protagonisti.